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Il consiglio aperto: non accada mai più

Il consiglio aperto: non accada mai più

VIAREGGIO. «Chi quella notte ha assistito allo scempio che l'esplosione ed il fuoco stavano producendo non dimentica, E non può che lottare affinché si arrivi a punire i colpevoli di un simile...

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VIAREGGIO. «Chi quella notte ha assistito allo scempio che l'esplosione ed il fuoco stavano producendo non dimentica, E non può che lottare affinché si arrivi a punire i colpevoli di un simile disastro», così le parole del sindaco Leonardo Betti nell’aprire il consiglio comunale dedicato interamente al disastro ferroviario di Viareggio, cinque anni fa. Presenti il presidente della Provincia, Stefano Baccelli, che non fa mancare la propria presenza nell’aula dove si tiene il processo iniziato il 13 novembre. «Siamo qui stasera - ha continuato il primo cittadino - per ascoltare, per dare un segnale forte affinché si sappia che le Istituzioni sono al fianco delle famiglie nel percorso difficile e doloroso che stanno affrontando giorno dopo giorno, ma soprattutto per riaffermare la nostra sete di verità e giustizia».

Una giustizia - ha voluto sottolineare la senatrice del Pd, Manuela Granaiola che non ha mai mollato la presa, in questi anni, su quanto accaduto a Viareggio - «che non è voglia di vendetta né di facili condanne», ma necessità di fare chiarezza «sulle troppe verità che abbiamo ascoltato in questi anni», come ha detto il presidente della commissione sanità e sociale della Regione, Marco Remaschi. Troppe verità che «gettano un’ombra sul trasporto del materiale pericoloso via ferrovia», sul quale «chiediamo al Governo che siano fatti interventi precisi».

Magari cominciando da quell’Osservatorio nazionale sulla sicurezza ferroviaria promesso un anno fa e rimasto lettera morta, e senza finanziamenti come ha ricordato Granaiola. «Un senso a quelle morti - ha sottolineato il sindaco Betti - va dato ed il miglior modo per farlo è quello di impegnarsi tutti insieme per evitare il ripetersi di un'altra strage di Viareggio, nella nostra regione, in Italia, in Europa. In tale ottica va letto l'impegno di questa amministrazione e delle associazioni perché Viareggio diventi sede di un Osservatorio nazionale sul trasporto delle merci pericolose, strumento importante in un Paese dove tali merci circolano quasi liberamente, mettendo in pericolo le popolazioni delle città e dei Paesi dove queste transitano. Su questa tematica, non è del tutto scontato purtroppo che si trovi una unanimità laddove le decisioni si prendono: ad esempio, gli ultimi orientamenti dell'Unione Europea non vanno in questa direzione, nonostante gli sforzi di tanti, me compreso».

E se Stefano Baccelli ha detto chiaro e tondo che in fondo alla lunga vicenda della strage di Viareggio ciò che conterà sarà sempre e comunque la voce e l’esperienza dei familiari delle vittime, Manuela Granaiola ha voluto stigmatizzare con forza l’atteggiamento di quegli avvocati difensori che hanno scelto come strategia processuale quella di «denigrare gli ufficiali della Polfer che hanno condotto le indagini». Ricordando anche «le uscite infelici e le offese dell’oggi ex amministratore delegato delle Ferrovie che ancora non sappiamo per quali meriti sia rimasto al suo posto ed anzi sia stato promosso!». (d.f.)

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