Il Tirreno

Versilia

Villa Argentina restaurata: ecco le prime immagini

di Donatella Francesconi
Villa Argentina restaurata: ecco le prime immagini

In anteprima gli scatti dei lavori finalmente in via di completamento Inaugurazione in autunno con una mostra con foto e quadri sulla Grande guerra

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VIAREGGIO. Apertura tra fine ottobre prossimo e primi di novembre, in tempo le celebrazioni dei cento anni dalla Grande guerra, quella che sa di trincea, sudore, polvere da sparo, sangue contadino. Villa Argentina ieri mattina si è aperta al sesto sopralluogo del presidente del consiglio provinciale, Andrea Palestini, che ha ricevuto dal presidente Stefano Baccelli il compito di seguire l’ultima fase di un cantiere che, per mille disavventure, è sembrato sempre più infinito. Ecco le foto della villa che torna a nuova vita, “pizzicate” sulla pagina Facebook di Palestini che ha scelto di informare in questo modo tutti gli interessati di come stanno proseguendo i lavori che ci restituiranno un gioiello del patrimonio liberty della città. Un immobile recuperato a luogo della cultura e del turismo (è questa la destinazione dei finanziamenti utilizzati), con il massimo confronto con il territorio versiliese ed i suoi organi di governo, come assicura lo stesso Baccelli.

Scatto dopo scatto, sfogliano l’album fotografico di Palestini, gli occhi si illuminano dei particolari della ristrutturazione, che ha seguito passo passo gli antichi fasti della villa. Perfino nei colori, ritrovati - spiega il presidente del consiglio provinciali - attraverso prove colori, dopo aver esaminato gli strati di intonaco asportati. Perfino la scala interna è stata recuperata con questo criterio: «In un primo momento si era pensato che il corrimano non dovesse essere dello stesso colore argentato dell’intreccio di foglioline che ne compongono l’esterno...Invece è stato il fabbro a ritrovare il colore originario».

Non c’è restauro senza rapporto tra l’arte che fu e quella che è, nelle mani di chi è all’opera oggi sul bene da riportate a nuovo splendore. Ed ecco le decoratrici al lavoro sul soffitto del salone principale, dove vengono incollate lamine argentate, centimetro nel centimetro, che andranno a specchiarsi nel marmo del pavimento, riempiendo di luce nel grande spazio dove saranno riportate a breve (probabilmente intorno alla metà di luglio) le tele che sono state staccate dalle pareti con accorgimenti particolari, per poi essere restaurate e tornate a mostrarsi ai visitatori sulle pareti appositamente trattate per reggere all’umidità.

È questa sala che - in occasione dell’inaugurazione autunnale della villa - accoglierà la mostra dedicata alla Prima guerra mondiale (a cura di Enrico Dei) con le foto di Guido Zeppini, medico dell’ospedale Tabarracci, al fronte senza dimenticare la passione per la pellicola. Alle quali faranno compagnie le opere di Lorenzo Viani ispirate dallo stesso periodo storico.

Grandioso il recupero delle ceramiche di Galileo Chini, che allarga il cuore a tutti gli appassionati del liberty e del lavoro del grande artista e che già si nota sulla facciata dell’edificio. E notevole è l’intreccio di infissi recuperati e vetri, il disegno dei pavimenti, il marmo nero del Belgio, il rosso pompeiano delle pareti lungo le quali si snoda la grande scala, tutti i toni del beige sapientemente dosati, così come quelli dell’azzurro, i mosaici delle vetrate, effetto caleidoscopio, le terracotte in facciata, gli archi delle gallerie che accompagnano all’interno. «La villa è molto più grande di quello che sembra - racconta Palestini - piena di cunicoli e scalette...». E recuperarla è stata una vera e propria impresa titanica. «Il contratto per questi lavori - è ancora Palestini a parlare - scade a metà luglio. Ma tenuto conto che vi è qualche opera fuori capitolato, direi che i lavori potranno terminare prima delle ferie di agosto. Alla ripresa, poi, vi sarà da pulire, portare un po’ di arredi...Insomma, rendere vivibile la struttura».

Villa Argentina è dotata che di un grande parco esterno, per il cui recupero, dopo la lunga crescita selvaggia, è stato dato incarico ad un agronomo specializzato che procederà gradualmente a mettere ordine anche al verde che circonda l’edificio.

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