Il Tirreno

Versilia

In Passeggiata solo ombrelloni e niente gazebi

di Donatella Francesconi
In Passeggiata solo ombrelloni e niente gazebi

Accordo raggiunto tra amministrazione e commercianti Il modello scelto è quello già installato all’Eden

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VIAREGGIO. Accordo in dirittura di arrivo tra amministrazione comunale e commercianti della Passeggiata per le nuove verande di bar, ristoranti, pub, gelaterie. L’incontro di ieri pomeriggio con l’assessore Chiara Romanini ha fissato per il 26 giugno il sopralluogo sul posto per verificare gli ultimi particolari prima di abrogare la “famigerata” delibera 320, voluta dalla Giunta Lunardini, e che Roberto Vannozzi - presidente del Comitato Passeggiata - definisce come «l’eredità velenosa dell’assessore Roberto Bucciarelli».

Sopralluogo a parte, su come saranno le verande della Passeggiata che attende la fine dei lavori dal Molo a piazza Mazzini c’è accordo. E si attende solo il voto nell’assemblea del commercianti che Vannozzi pensa di convocare dopo il 26. «Il modello è quella dell’Eden», spiega il presidente del Comitato, gestore della storica gelateria “Galliano”. Ovvero solo ombrelloni e niente gazebo. Una soluzione che - è sotto gli occhi di tutti proprio all’Eden - appena si alza il vento crea molti problemi. «Abbiamo ottenuto di piantare a terra dei micropali per dare più stabilità agli ombrelloni - prosegue Vannozzi - ma anche di portare le chiusure laterali a 2, 20 metri, cioè proprio sotto gli ombrelloni». Con un sistema di chiusura che potrà essere «o con sali-scendi, oppure con le battole dell’ombrellone stesso».

Una soluzione, quella degli ombrelloni, concordata con la Sovrintendenza lucchese, fortemente decisa a difendere la delibera dell’amministrazione Lunardini: «Va dato merito all’assessore Chiara Romanini - parla chiaro Vannozzi - di aver fatto l a strada a Lucca, insieme al dirigente Strippoli e ai tecnici del Comune - ottenendo l’annullamento delle disposizioni relative ai “coni visivi” da lasciare liberi affinché dalla strada si vedesse il mare, al divieto di occupazione del suolo pubblico sui fianchi delle cosiddette verande storiche, e alla restrizione della metratura in profondità che sarà di 5,60 metri come richiesto dai commercianti». Così da garantire di avere sufficienti posti all’esterno anche dei locali che altrimenti, per la propria conformazione, all’interno non saprebbero davvero dove far sedere gli avventori.

Restano le ultime decisioni da prendere dopo il sopralluogo. In particolare relativamente a quella visibilità - che la Sovrintendenza pretende in nome della tutela del patrimonio artistico - di smussi, stondi, tratti architettonici (come li definisce la stessa Sovrintendenza). Elementi che - questa la prescrizione - dovranno rimanere ben visibili dalla strada. «Da piazza Mazzini al Molo - sottolinea Roberto Vannozzi - questi elementi sono davvero molti. Ci sono tempietti, colonne, scalanature nel muro...È chiaro che tutto questo ha bisogno di una valutazione precisa e dettagliata. Che potrà avvenire solo nel corso del sopralluogo che andremo a fare con amministrazione e tecnici». Solo dopo si saprà la data fatidica nella quale la delibera 320 sarà solo un brutto ricordo...

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