Il Tirreno

Versilia

Fiori e corone di alloro per ogni vittima del fango

di Tiziano Baldi Galleni
Fiori e corone di alloro per ogni vittima del fango

Il ricordo del giorno terribile a Cardoso, Pietrasanta, Seravezza e Stazzema A concludere le tante celebrazioni la fiaccolata-staffetta e una messa toccante

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STAZZEMA. Una corona d’alloro per ogni vittima dell’alluvione che nel 1996 stravolse l’intera Versilia. Sono state deposte nel primo pomeriggio di ieri, lassù, a Cardoso, dove la forza devastante di acqua e fango ha raso al suolo tutto il paese. Ha piegato, travolto, distrutto, tutto quello che si è trovato davanti. Compresa la vita di 14 persone. A iniziare dalla piccola Giulia e sua madre Elena, trascinate via con la propria casa.

Dove trovavano fondamenta quelle mura oggi una piccola statuina ricorda quelle due anime. Da lì è partito il corteo di familiari e cittadini con il sindaco di Stazzema, Maurizio Verona, e diversi consiglieri. Altre corone sono state deposte al monumento che ricorda tutte le vittime di Cardoso, infine il corteo è sceso verso la chiesa Santa Maria. «L’Angelo alla somma di una colonna a pochi passi dalla chiesa di Cardoso - ha spiegato il sindaco Verona - rimasto in piedi tra tante macerie, è il simbolo di una comunità ferita ma non distrutta: torniamo in quei luoghi per ricordare chi non c’è più e per ribadire che quella esperienza ci ha insegnato qualcosa».

Le iniziative del diciottesimo anno da quel tragico evento sono proseguite nel primo pomeriggio a Pietrasanta, alla scuola primaria “Ricci”, dove si è svolta una breve cerimonia in ricordo di Alessio Ricci, il bambino scomparso nell’alluvione. Mentre un’altra corona di alloro è stata portata nel cortile della scuola di Marzocchino a Seravezza, dove si trova la lapide di Valeria Guidi, l’unica vittima di cui non è mai stato ritrovato il corpo.

Il momento più suggestivo della commemorazione è stata la fiaccolata notturna, che da Pontestazzemese è arrivata a Cardoso, parte finale di un tragitto a piedi a ritroso del fiume Versilia. Il primo, come di consueto, fatto con una simbolica staffetta, e al seguito i mezzi della Protezione civile e del volontariato, dalla foce di Cinquale fino alla località Rotta, dove l’argine del fiume nel ’96 crollò. L’arrivo alle ore 21 a Pontestazzemese. Da qui è partita la fiumana di persone con un cero in mano. La giornata si è conclusa con la Santa Messa alla chiesa di Santa Maria Assunta, a Cardoso.

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