Sicurezza
Vicina a una svolta l’inchiesta aperta su plastica e lavarone
MARINA DI PIETRASANTA. Sembra a una svolta l’inchiesta sulla plastica comparsa assieme al lavarone sulla spiaggia di Marina di Pietrasanta. La Capitaneria di porto mantiene il massimo riserbo sull’ind...
MARINA DI PIETRASANTA. Sembra a una svolta l’inchiesta sulla plastica comparsa assieme al lavarone sulla spiaggia di Marina di Pietrasanta. La Capitaneria di porto mantiene il massimo riserbo sull’indagine, anche perché «non si possono fare automatismi tra quello che troviamo e i possibili responsabili», dicono i militari. Ma almeno una cosa è certa: sono stati trovati degli indizi che potrebbero far risalire velocemente alle ditte che hanno inquinato le acque della Versilia.
Che si tratti di una o più aziende che hanno scaricato i loro rifiuti di plastica in un canale o in un fiume, ormai ci sono pochi dubbi. «Se qualcosa arriva in spiaggia, è segno che qualcuno lo ha gettato dove non avrebbe dovuto farlo», è la frase con cui ieri, negli uffici di piazza Palombari dell’Artiglio, si sottolineava la convinzione degli inquirenti. Da qui a dire che sia stata già individuata l’azienda che si sarebbe liberata di imballaggi in maniera criminale, facendoli arrivare in mezzo agli ombrelloni, ce ne corre. Tra l’altro, la Capitaneria non esclude che lo scarico possa essere avvenuto anche in maniera involontaria.
Quel che è certo è che nei giorni scorsi alcune aziende versiliesi e della Lucchesia sono state visitate dai militari per una serie di verifiche, così come sono stati effettuati sopralluoghi lungo i corsi di fiumi e fossi, come il Motrone. Un passaggio è stato fatto anche nell’impianto Ersu di via Colmate. «Ovviamente le indagini non ci riguardano», hanno precisato dall’azienda di raccolta e smaltimento rifiuti. Come già scritto in precedenza dal Tirreno, la plastica spiaggiata nasconde delle tracce riconducibili a ditte produttrici del materiale in questione.
Ma non è semplice ricostruire il “percorso”, anche perché l’area geografica di riferimento è decisamente vasta.
La Capitaneria, comunque, proseguirà le indagini su questo fronte.
Così come andranno avanti i controlli su fossi e canali per verificare la presenza di eventuali scarichi abusivi. Che poi sono la causa principale dei tristemente noti diviieti di balneazione. Operazione, quella di monitoraggio dei corsi d’acqua, che avviene con il coordinamento della prefettura di Lucca. (m.t.)
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