Attenzione
Più di un terzo sono donne, crescono le aggressioni
VIAREGGIO. Aumenta la percentuale delle donne infortunate e c’è da tenere sotto controllo il fenomeno delle aggressioni. Sono questi due dei fenomeni nuovi che emergono dalle elaborazioni dell’Osserva...
VIAREGGIO. Aumenta la percentuale delle donne infortunate e c’è da tenere sotto controllo il fenomeno delle aggressioni. Sono questi due dei fenomeni nuovi che emergono dalle elaborazioni dell’Osservatorio di prevenzione Sicurezza e igiene dell’Asl 12. «Nel complesso gli incidenti sono diminuiti nel settore manifatturiero, meno in quello dei servizi, del commercio e del terziario dove c’è ancora una buona quantità di occupati – spiega la dottoressa Lucia Bramanti – Questo ha fatto aumentare la percentuale degli infortuni femminili: oggi rappresentano il 37% del totale, mentre 10 anni fa arrivavano al 18-19%». La qualità della sicurezza nei cantieri edili, spiega la dottoressa è progressivamente aumentata nel corso del tempo, ma il calo degli infortuni in questo settore è da mettere in relazione soprattutto alla perdita di lavoro della manodopera.
Tra gli effetti sociali della crisi, occorre far rientrare il fenomeno delle aggressioni: «È ancora marginale ma va tenuto sotto controllo – spiega la dottoressa – Facciamo rientrare in questa categoria le aggressioni fisiche subite sul posto di lavoro dalle persone che svolgono mansioni a contatto con il pubblico. Si pensi, ad esempio, ai vigili urgani o ai lavoratori dei Pronto soccorso, dove ogni tanto ci sono delle baruffe. Il caso più eclatante si verificò qualche anno fa a Massarosa, dove i soci di un’azienda furono uccisi da un ex dipendente».
Veniamo agli infortuni mortali: «Nel 2013 non ci sono stati casi – spiega Bramanti – Nel 2012, invece, i decessi furono due, entrambi per incidente stradale durante l’orario di lavoro. Nel 2010, infine, morì il titolare di un’azienda lapidea». (g.p.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google