Gioco
Una passerella in legno per salvare il Muraglione
Rossella Martina rispolvera un progetto presentato in campagna elettorale per fare della passerella sulla diga foranea il nuovo Molo di Levante
VIAREGGIO. Una passerella pedonale per riqualificare l’attuale Muraglione e trasformarlo in un vero e proprio Molo di Levante. Il progetto - con tanto di rendering firmati da Massimo Carli, Gianluca Lorenzini e Riccardo Pieraccini - non è nuovo perché è stato inserito nel programma elettorale di Viareggio tornerà bellissima, la lista capeggiata da Rossella Martina. Ma torna prepotentemente di attualità alla luce dell’ipotesi di chiusura del Muraglione avanzata nei giorni scorsi dall’Autorità portuale e dalla Capitaneria di Porto e che - malgrado di fatto comporti la chiusura di uno degli angoli della città più amati dai viareggini - l’amministrazione comunale non sembrerebbe intenzionata ad ostacolare.
Proprio alla luce della potenziale pericolosità del Muraglione (dove però non si sono mai registrati incidenti), Rossella Martina ha ritirato fuori dal cassetto la proposta avanzata in campagna elettorale offrendola come contributo ad una soluzione del problema che non sia la semplicistica chiusura della passerella sulla diga foranea.
Il progetto prevede che l’attuale percorso pedonale in cemento venga ricoperto con del legno resistente alle intemperie e al tempo stesso che la parte a sbalzo venga messa in sicurezza in modo da evitare il rischio che qualcuno possa cadere di sotto. Non solo. Lungo quello che verrebbe ribattezzato il Molo di Levante verrebbero realizzare una serie di panchine (anche queste in legno) da posizionare all’altezza delle terrazze che verrebbero ricavate lungo il tracciato in modo da poter ammirare il mare anche da seduti.
Un progetto indubbiamente affascinante. E che riqualificherebbe davvero il vecchio Muraglione fino a farne una vera e propria meta turistica (e quindi non più solo ad appannaggio dei viareggini) che diventerebbe alternativa alla Passeggiata e al Molo “tradizionale”.
Resta però il nodo (gigantesco) dei soldi, visto che di questi tempi parlare di finanziamenti per opere pubbliche ha il sapore di un miraggio. Salvo che - come propone qualcuno - non vi sia il coinvolgimento di soggetti privati come, nel caso specifico, quello dei cantieri navali che si affacciano sul porto. Di certo, però, la soluzione al Muraglione non può essere la chiusura tout court.
@ClaVecoli
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