Il dolore
Sul web si scatena la rivolta: «Prima proibite le Mura...»
VIAREGGIO. La protesta, condita soprattutto d'ironia, stavolta corre soprattutto sul web. A scatenarla è l'ennesima trovata tutta viareggina di voler chiudere perché potenzialmente pericoloso (?) il...
VIAREGGIO. La protesta, condita soprattutto d'ironia, stavolta corre soprattutto sul web. A scatenarla è l'ennesima trovata tutta viareggina di voler chiudere perché potenzialmente pericoloso (?) il Muraglione del molo, ovvero quel tratto pedonale della diga foranea che collega la zona della Costa dei barbari con l'imboccatura del porto. Una “passeggiata” cara ai viareggini (e non solo) che adesso l'Autorità portuale e la Capitaneria di porto vorrebbero chiudere togliendo le scalette che permettono di salirci e perfino murandone gli accessi alla spiaggia libera che si trova dietro il triangolino. Una decisione di cui francamente nessuno sentiva né la mancanza né tantomeno l'urgenza e di fronte alla quale l'amministrazione comunale si è già pilatescamente lavata le mani dicendo di non potersi opporre. Senza tenere conto che quella passeggiata è uno dei classici “luoghi dell'anima” della città e che non a caso è stato recentemente impreziosito con alcune splendide sculture in bronzo di Libero Maggini.
Così la protesta di fronte all'ennesimo progetto figlio della burocrazia si è arricchita della fantasia tipica dei viareggini. Ed ha trovato spazio nella rete. Così, dopo una giustificata incredulità («Non è possibile. Un'altra mazzata al cuore...», scrive Giampiero Cinquini), ecco che scoppia l'indignazione. «Ma quanti morti e feriti ci sono stati sul Muraglione del porto da giustificare questa levata d'ingegno?», si legge in un post. E Maurizio aggiunge: «Con questa logica perché allora non si chiudono anche le Mura di Lucca?» (dove per altro di morti e feriti ce ne sono stati davvero). Mentre Leonardo Gasperetti estremizza non senza sarcasmo: «Anche il Molo, così senza parapetti, non è mica tanto sicuro... Io chiuderei anche quello». E Roberto Bertramini gli fa eco: «Allora vietiamo l'accesso ai sentieri di montagna perché pericolosi».
Nello spazio senza limiti del web c'è chi si arrabbia e vorrebbe mandare tutti a casa e chi se la prende con coloro che sono stati messi nei posti di comando («Vogliono dirigere senza prendersi le responsabilità»). Ma a vincere è soprattutto l'ironia. «Se il Muraglione è pericoloso – scrive Simona Clodiani – allora la pavimentazione di piazza d'Azeglio?». E giù con i tanti pericoli - sicuramente più veri di quelli del Muraglione – di cui città offre esempi a piene mani: dai marciapiedi del centro cittadino alle strade maltenute di Bicchio fino alle crepe dell'asfalto provocate dalle radici dei pini all'ingresso del viale dei Tigli. Fra i tanti commenti e post, anche una foto: ritrae un gatto che scende proprio dal Muraglione che si vuol chiudere: «Lo vieteranno anche a lui?», si domanda Gian Carlo Volpe.
Una cosa è certa. Nessuno è d'accordo con la cervellotica ipotesi di chiudere il Muraglione. Così c'è chi ipotizza un cordone umano per impedire che l'idea si concretizzi davvero e chi istiga ad una “disobbedienza civile” in salsa viareggina. Come Roberto Beltramini che scrive: «Se ci voglio andare ci vado. Magari a nuoto. Metteranno un divieto su ogni scoglio?» (cla.ve.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google