Sicurezza
Ponte girante chiuso, la Darsena si ribella
Nasce un comitato: «Sì ai lavori, ma solo se si realizza un ponte bailey provvisorio in sostituzione»
VIAREGGIO. Due mesi e mezzo con il ponte girante chiuso per lavori. E con tutto il traffico da e per il porto che sarà inevitabilmente concentrato sul ponte di Pisa. Per chi vive, lavora, studia o fa attività sportiva in Darsena, da ottobre a dicembre si prospetta un autunno d'inferno. Con disagi e traffico in tilt che non risparmieranno nessuno.
Se ne sono resi conto gli abitanti e i commercianti del quartiere - soprattutto quelli che gravitano nella zona di piazza Viani, di fronte alla Capitaneria - che dopo l'annuncio ufficiale in pompa magna dell'inizio dei lavori per ieri mattina (ma di lavori ieri non si è visto nulla: si comincia bene…) hanno deciso di costituire un comitato per far sentire la propria voce.
L'obiettivo, naturalmente, non è quello di opporsi ai lavori, che seppur sproporzionati nei costi (due milioni di euro) sono ritenuti unanimemente utili. Bensì quello di ridurre al minimo i disagi per i cittadini. A cominciare proprio dalla viabilità. Il comitato in via di costituzione, infatti, chiede che dal momento in cui verrà chiuso il ponte girante, l'amministrazione comunale provveda a realizzare un ponte bailey provvisorio all'altezza di via Trieste in modo da garantire un secondo accesso alla Darsena diverso dal ponte di Pisa. «Ce lo avevano garantito - spiegano i residenti - nei precedenti incontri che abbiamo avuto con il sindaco Betti e il dirigente dei lavori pubblici Raffaelli: ora, invece, scopriamo che quel ponte provvisorio alternativo non lo vogliono più fare, senza rendersi conto di quello che accadrà…»
A risentirne saranno un po' tutti. Chi vive in Darsena, costretto a passare dal ponte di Pisa per recarsi in città. Chi in Darsena deve venirci per lavoro (in primis tutti i dipendenti della cantieristica), per studio (nel quartiere hanno sede ben quattro istituti superiori, ma anche tre asili nido e una scuola media) o per sport (qui si trovano tutti i principali impianti sportivi della città). Un disastro assoluto che - ammesso e non necessariamente concesso che la chiusura del ponte sia limitata davvero a settanta giorni lavorativi - renderà invivibile la Darsena da ottobre a Natale.
Ci sono poi poi le attività che si trovano nei pressi del ponte girante che rischiano di venir strangolate proprio nel periodo di Natale. Si tratta di ristoranti e bar che si troverebbero in un'area interdetta al traffico ma anche di un negozio di moda e accessori nonché di un'edicola. «Per più di due mesi, qui non si batterà chiodo. E tutto questo in un periodo di crisi come quello che viviamo».
Ci sono poi i tanti anziani che vivono nelle strade della Darsena antica e che non si muovono in macchina che, senza un nuovo ponte provvisorio almeno pedonale, non potranno andare in centro o in comune. «E' impensabile che possano recarsi fino al Ponte di Pisa a piedi per poi tornare in via Battisti o in via Fratti».
Cla.Ve.
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