Il Tirreno

Versilia

Indagine su lavarone e plastica controllate diverse aziende

di Luca Basile
Indagine su lavarone e plastica controllate diverse aziende

La Capitaneria di Porto ha visitato diverse imprese sia versiliesi che della Lucchesia Intanto a Marina si teme che l’ondata che domenica ha invaso le spiagge apuane possa arrivare qui

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PIETRASANTA. Indagini serrate per individuare i responsabili della plastica, mista a lavarone, finita in mare e poi spiaggiata, alcuni giorni fa, dalle parti di Marina di Pietrasanta. Durante il fine-settimana e anche nella giornata di ieri, alcune aziende, versiliesi e della lucchesia sono state visitate dagli uomini della Capitaneria di Porto per una serie di verifiche così come sono stati effettuati ulteriori sopralluoghi lungo i corsi di fiumi e fossi, come il Motrone. Un passaggio è stato fatto anche presso l'impianto Ersu di via Colmate. «Ovviamente le indagini non ci riguardano» precisano sempre da Ersu. A breve potrebbero però esserci novità importanti visto che la plastica spiaggiata presenta elementi di tracciabilità riconducibili a ditte produttrici del materiale in questione. Premesso questo ricostruire il tutto, per intendersi come la plastica sia finita nei fiumi e poi in mare, resta esercizio non proprio dei più semplici.

Nel frattempo, sempre a Marina, si teme l'arrivo di una nuova ondata di lavarone. «Al momento la situazione è sotto controllo: a parte minimi quantitativi a Fiumetto e Motrone - dove persiste una prevalenza, purtroppo, di plastica - non ci sono particolari problematiche ed il mare è pulito. La presenza, però, di questo materiale lungo la costa apuana è motivo di fondato timore in quanto il gioco delle correnti potrebbe, ancora una volta, sfavorirci. Non resta che attendere, anche se siamo pronti ad affrontare, d'intesa con enti ed Istituzioni, ogni eventuale emergenza. Detto questo, e mi ripeto, al momento non c'è problema» spiega il presidente del Consorzio balneari Versilia, Daniele Mazzoni che aggiunge. «Ciò che più conta è lavorare nella prevenzione e portare avanti le indagini, così come viene fatto, per dare un volto ai responsabili di quanto accaduto nei giorni scorsi. La nostra categoria - e anche il Comune ha già fatto sapere che si comporterà in modo analogo, ndr - è pronta a portare in tribunale coloro che, colpevolmente, hanno scaricato in modo improprio nei fiumi o in mare la plastica».

Al momento non sono invece previste iniziative promozionali, da parte degli stabilimenti, per compensare il disagio subito da turisti per la scia di lavarone che ha invaso di recente Marina. Iniziative che, in altre località, si erano concretizzate con l'offerta di una giornata gratuita ai bagnanti. «Come presidente non ho alcuna notizia al riguardo. Al limite potrebbero essere azioni portate avanti, in modo autonomo, dai singoli bagni. Lo ripeto - evidenzia Mazzoni - quello che veramente ci preme, in questa fase, è un'azione preventiva e di controllo e ancora il completamento delle indagini».

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