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Viareggio porto in rosso Giannerini: ricapitalizzare subito
VIAREGGIO. Meno un milione: la Viareggio porto, all’approvazione del bilancio il prossimo 18 luglio, chiude il bilancio in rosso. A causa - spiega l’ex presidente Giovanni Giannerini, oggi assessore...
VIAREGGIO. Meno un milione: la Viareggio porto, all’approvazione del bilancio il prossimo 18 luglio, chiude il bilancio in rosso. A causa - spiega l’ex presidente Giovanni Giannerini, oggi assessore al porto - «del contenzioso relativo all’Ici sugli specchi acquei». Vicenda che ha visto la Viareggio porto (oggi il presidente è Fabiano Frosini) impegnata in tutte le sedi deputate a difendere la propria posizione dalla richiesta, ben più alta, avanzata dalla Viareggio Patrimonio.
Detto questo, Giannerini è chiaro: «La società va ricapitalizzata attraverso una patrimonializzazione che veda passare dal Comune alla Viareggio patrimonio il Mercato ittico e la Umi 1». Area, quest’ultima, al centro della mancata vendita (per 5 milioni) alla Perini Navi, appena insediata l’amministrazione di centrodestra del sindaco Lunardini. «O si fa così o la Viareggio porto fallisce», dice netto l’assessore Giannerini.
Non è della stessa idea il suo collega, Lorenzo Bertoli, impegnato da mesi - affiancato dal ragionere capo Salvatore Santoro («è la persona giusta al posto giusto, dice di lui Bertoli») - nel contenere il disastro da profondo rosso dei conti pubblici viareggini. «Ci sono alcuni approfondimenti necessari - spiega Bertoli - per evitare di fare dei passi che poi magari hanno difficoltà dal punto di vista della sostenibilità giuridica».
La domanda è inevitabile: Bertoli ritiene che l’operazione di patrimonializzazione della Viareggio porto sia illegittima? «Non voglio utilizzare questo termine: ma confermo la necessità di verificare quella che preferisco definire sostenibilità giuridica».
Perché si tratta di sottrarre beni al patrimonio pubblico per “dirottarli” verso una società destinata ad una privatizzazione che potrebbe essere - questo sembra essere l’intendimento dell’amministrazione Betti - totale.
Ed allora c’è un altra domanda alla quale sarebbe importante dare risposta prima di procedere all’eventuale passaggio di beni dal Comune alla Viareggio porto: c’è un progetto? Insomma: se il soggetto pubblico sembra destinato a perdere il controllo del porto turistico, quello presente e che quello che verrà, almeno c’è un’idea, un indirizzo, su cosa si ritiene cedibile e cosa no? Ha lo stesso effetto ripatrimonializzare la Viareggio porto con il Mercato ittico e le sue banchine o con il Mercato all’ingrosso dell’ortofrutta? Chiaro che la risposta è negativa.
Ed allora - sommando i fatti - per caso, coloro che si fossero eventualmente già fatti avanti, in quanto interessati a partecipare alla futura gara di privatizzazione della società che gestisce il bene prezioso degli ormeggi, hanno avanzato richieste relative ad altri beni di proprietà comunale che potrebbero finire nel pacchetto societario? (d.f.)
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