Sicurezza
Pasticcio Tasi, pagano gli inquilini ma nessuno lo sa
Chi ha un contratto d’affitto dovrà versare tra il 10 e il 30% L’allarme del Caaf: «In pochi sono venuti, non sono abituati»
CAMAIORE. Fino allo scorso anno ascoltavano il dibattito sull’Imu con un’aria vagamente annoiata. «Tanto non ci riguarda – dicevano tra sè – Noi siamo in affitto». Da quest’anno, però le cose cambiano anche per gli inquilini. Colpa della Tasi, la famigerata Tassa sui servizi indivisibili che per la prima volta chiama alla compartecipazione della spesa anche gli affittuari. L’importo della Tasi, infatti, deve essere diviso tra il proprietario dell’immobile e gli inquilini, che pagheranno una cifra variabile tra il 10 e il 30% della somma. E non c’è tempo da perdere, perché il termine scade lunedì. Non per tutti però. Il termine del 16 giugno riguarda solo i quattro Comuni della Versilia che hanno approvato le aliquote della Tasi entro il 23 maggio. Nello specifico si tratta di Camaiore (che però ha posticipato al 30 giugno), Pietrasanta, Massarosa e Seravezza. Tutti gli altri pagheranno a ottobre, ma forse farebbero meglio a informarsi per tempo. Nei quattro Comuni in questione, a stabilire la quota parte in carico agli inquilini sono proprio le delibere pubblicate sul sito del dipartimento delle finanze. A Camaiore i cosiddetti conduttori dovranno versare il 30% della Tasi, mentre a Pietrasanta, Massarosa e Seravezza faranno pagare solo il 10%. Non dovrebbero essere cifre particolarmente elevate ma conviene informarsi.
La novità non riguarda gli affitti turistici, ma solo quelli di durata superiore ai sei mesi. Stando così le cose, sono centinaia gli inquilini che lunedì dovranno versare la loro quota di Tasi. «Ma per adesso se ne sono visti pochi – racconta Simona De Prete, del Caaf Cgil di Viareggio – Noi riceviamo su appuntamento e in questi giorni abbiamo fatto il pieno: sono oltre un migliaio i cittadini che abbiamo aiutato a fare i calcoli per il pagamento della Tasi. Ma quasi tutti erano proprietari, di inquilini se ne sono visti pochissimi. Per loro è una novità assoluta: l’Imu non l’hanno mai pagata, mentre il bollettino per la tassa sui rifiuti gli arrivava a casa precompilato. Per la Tasi, invece, i Comuni non mandano niente. Bisogna muoversi in proprio, calcolare l’importo da versare e soprattutto sbrigarsi. C’è tempo fino a lunedì. Per chi sfora di qualche giorno le sanzioni sono minime, ma è consigliabile non far passare troppo tempo».
Per calcolare la cifra dovuta bisogna prendere la rendita catastale e aumentarla del 5%. La cifra deve poi essere moltiplicato per un coefficiente fissato dalla legge in base alla categoria catastale dell’immobile. Al risultato si applica l’aliquota stabilita dal Comune. Fatti i conti, si avrà in mano l’importo complessivo, sulla base del quale andrà calcolata la parte spettante agli inquilini. La Tasi si può pagare con il bollettino o con l’F24.
Gianni Parrini
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