Gioco
Alla Morina 300mila euro di lavori per sconfiggere il fetore in città
L’intervento dopo le prescrizioni Arpat arrivate alla fine del 2013 dopo una nuova ondata di proteste L’assessore Giannerini: Sea risorse si è impegnata ad aprire l’impianto ai visitatori dopo l’estate
VIAREGGIO. L’odore è quello: non ci sono dubbi. E lo ammette anche il personale di Sea risorse che accompagna il cronista nella visita guidata all’impianto sul quale sono stati eseguiti 300mila euro di lavori, dopo le prescrizioni Arpat di fine 2013. La puzza tremenda che per intere estati ha avvolta la città facendo infuriare residenti e turisti non è più tornata così forte. Incrociando le dita, gli interventi eseguiti - a cominciare dall’asfaltatura dell’intero piazzale, alla regimentazione della acque - potrebbero dare il risultato tanto atteso.
«Sono soddisfatto del lavoro svolto - dichiara l'assessore all'ambiente, Giovanni Giannerini - che va nella direzione da noi condivisa di recuperare e riciclare il più possibili i nostri rifiuti, con la speranza di risolvere in modo definitivo i noti problemi di odore che affliggevano parte della città. In un'ottica di trasparenza, mi auguro che questo impianto possa essere aperto ai cittadini. Sea mi ha assicurato che lo farà dopo la stagione estiva».
In realtà l’impianto potrebbe essere aperto - come da desideri di Giannerini - se anche i cittadini potessero portare qui verde e legno da trasformare in compost (fertilizzante). In realtà alla Morina conferiscono per lo più altri Comuni della Toscana (25mila tonnellate, un terzo delle quali proviene dalla Versilia e gli altri 2/3 da un bacino ampio che dalla Versilia arriva a Pistoia). Mentre i cittadini portano il proprio materiale all’impianto di Sea risorse in via Poggio alle Viti. «Non è detto che i due impianti, compostaggio e raccolta, debbano stare insieme - risponde ai dubbi del cronista Alberto Corsetti, amministratore delegato di Sea risorse». La Morina - gli fa eco Franceso Garruto, ieri amministratore delegato di Sea risorse, oggi responsabile ambientale della stessa società - «è un impianto che necessità di autorizzazione, mentre il centro di raccolta del verde non è detto che debba averla...».
A farci da guida per la parte più relativa alla produzione del compost, è il biologo Iacopo Brunelli, che conosce i cumuli in maturazione come se fossero gattini da tirar grandi. In ufficio mostra il computer che rileva in tempo reale tutti i dati del materiale sui piazzali, ma anche le condizioni climatiche. «Questo compost - racconta - è in grado di migliorare la fertilità di un terreno».
Tutti i lavori sono stati svolti in stretto rapporto con la Provincia, ed il suo ufficio ambiente, competente in materia di rilascio delle autorizzazioni. L’Ente del presidente Baccelli - spiega Corsetti - «ha voluto un piano dettagliato che dimostrasse come l’impianto era in grado di abbattere gli odori. Hanno voluto le planimetrie dei cumuli, che gli stessi fossero ridotti per dimensioni, la tracciabilità, le specifiche relative allo stoccaggio, una gestione costante dell’uscita del materiale per evitare che si accumuli».
Fa qui in poi aguzzate i nasi: se l’estate passerà senza tossire ad ogni notte un po’ più umida del solito, saranno stati 300mila euro ben spesi.
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