Attenzione
Briatore: da me proposte, non attacchi
Caso ambulanti, mister Twiga ribadisce: «Basta assegnare zone di vendita ad hoc. E far rispettare le regole senza ipocrisia»
PIETRASANTA. «Ho scritto una verità che è sotto gli occhi di tutti: sulle spiagge della Versilia ci sono troppi ambulanti e la situazione è inaccettabile».
Un tweet dopo, Flavio Briatore torna su quei 140 caratteri che, da martedì scorso, fanno discutere e dividere. Un tweet che ha però mandato in tilt il self control del sindaco Domenico Lombardi. Che, nella sostanza, ha invitato il guru del gruppo Billionaire a fare meno demagogia. «Non conosco personalmente questo sindaco: me ne parlano bene e non voglio polemizzare con lui, anche se non capisco perché se la sia presa così tanto - precisa Briatore - Facciamo così: lo invito a trascorrere un sabato pomeriggio sulla spiaggia del Twiga o dove preferisce lui a Marina di Pietrasanta: in questo modo si renderà conto che non ho esagerato a parlare di invasione di ambulanti. Non sono un demagogo, non ho fatto una polemica istintiva: mi sono limitato a registrare una problematica che sta danneggiando la Versilia e che, a mio avviso, va regolata. Altrimenti nei prossimi mesi avremo più venditori ambulanti che clienti. E non ce l’ho affatto con i vigili di Pietrasanta, ma mi limito ad evidenziare che, nonostante la massiccia presenza di venditori lungo l’arenile, sabato e domenica scorsi, non ho visto controlli».
Ma quella che Briatore definisce una problematica ha radici ben più profonde di una o più tentate vendite su spiaggia. «Ripeto, guardiamo i fatti - prosegue l’imprenditore - sono stato sotto una tenda del Twiga per mezz’ora; in quei 30 minuti sono passati una decina di ambulanti per vendere di tutto. Non si limitano più a proporre: chiedono, contrattano, insistono. E non si rassegnano. Mi chiedo: lo possono fare? Se sì, allora non aggiungo parola. Ma se questo non è consentito quanto meno, affrontiamo l’argomento. Chi si distende al sole per godersi la sua giornata al mare o di vacanza ha comunque diritto alla propria privacy, a non essere sollecitato ogni 2 minuti, a non dover per forza contrattare con il venditore». Però una contrattazione presuppone anche il tentato acquisto da parte del cliente, intento a risolarsi al sole o al riparo sotto la tenda. «E infatti non va bene. A mio avviso questa situazione si può affrontare con un po' di buon senso. E con una soluzione alternativa. Basterebbe assegnare zone di vendita ambulante sulla battigia per chi ha voglia di far shopping e lasciare gli altri in pace. Se poi ti piace il “tarocco” o se l’ambulante e' abusivo, questo è un altro discorso e di conseguenza - continua Briatore - interverrà chi è preposto a farlo. Ma per chi rispetta la legge, penso che questa possa essere un’opzione da valutare. Tutti hanno il diritto di lavorare, e per quanto mi riguarda ho solo chiesto un maggiore rispetto per chi viene a trascorrere una vacanza sulle spiagge della Versilia. Nei giorni scorsi avevo ospiti alcune famiglie di Montecarlo: sono rimasti entusiasti della zona, ma anche loro non riuscivano a capire questa invasione e ancora la mancanza di controlli».
Di tanto in tanto lancia missive al curaro contro la Versilia. Ma Briatore non è pentito di averci investito a suo tempo. «No, nessun pentimento: ripeto, questa è una terra spettacolare, con grandi potenzialità. Chiedere il rispetto delle regole, anche da parte di chi fa l’ambulante su spiaggia o i massaggi anti-igienici, o ancora per coloro che vendendo merce contraffatta danneggiano negozi, aziende e tutte quelle persone che agiscono nell’ambito della legge, non mi sembra qualcosa di insensato. Si agisca, però, senza ipocrisia, confrontandoci per trovare una soluzione a questo problema».
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