Sicurezza
Precipita di notte nel torrente salvata dal marito e dal figlio
Una signora di Massarosa inciampa sul margine della strada e finisce 5 metri più giù, sul fondo del canale Versilia. Se la cava con una clavicola rotta ma poteva andare peggio: «Zona pericolosa, non ci sono protezioni»
PIANO DI MOMMIO. Erano usciti per fare due passi e sfuggire alla calura che ha avvolto la Versilia. Ma quella che doveva essere una semplice passeggiata al chiar di luna ha rischiato di trasformarsi in tragedia. Lunedì sera, a Piano di Mommio, nella zona industriale delle Bocchette, una donna di 58 anni è precipitata da un’altezza di 5 metri ed è finita nel torrente Versilia. Colpa dei lavori per l’adeguamento della portata del canale. A salvarla il marito e in seconda battuta il figlio, che sono riusciti a trascinarla sul ciglio della strada e poi hanno chiamato l’ambulanza che l’ha portata all’ospedale Versilia, dove la donna è stata ricoverata con una clavicola rotta. Ma avrebbe potuto andarle molto peggio.
Protagonisti di questa brutta avventura sono stati Antonella Marchetti, casalinga di 58 anni, e il marito Carlo Mattutini, 57. I due abitano in una casa gialla vicina al ponticello di via del Rio, dove è accaduto l’incidente. «Erano da poco passate le nove ed avevamo deciso di uscire per andare a fare due passi – racconta l’uomo – Camminavo dietro a mia moglie e all’improvviso l’ho vista sparire. Era caduta 5 metri più giù, in fondo al canale. Mi sono subito buttato anch’io. Quando l’ho tirata fuori dall’acqua, alta circa un metro, non era cosciente ed ho temuto il peggio. Poco a poco si è ripresa ma era stordita. Ho urlato aiuto, ma nessuno riusciva a sentirmi. Così mi sono fatto forza e da solo l’ho trascinata sull’argine, li ho avvertito mio figlio Andrea che ha portato alcuni asciugamani e una sedia. Nel frattempo è arrivata l’ambulanza che l’ha condotta all’ospedale Versilia, dove i medici le hanno fatto tutte le analisi del caso».
Il giorno dopo l’incidente la rabbia dei due coniugi è tutta per quei lavori incompiuti sul ponte del canale dove mancano barriere e protezioni. «Sono mesi che mi sgolo per dire che questa situazione è pericolosa – racconta Mattutini – Sono andato anche dai vigili. Possibile che si possa lasciare un ponte e tutto un argine in questa condizione? Se non ci fossi stato io mia moglie sarebbe rimasta là in fondo, nessuno l’avrebbe salvata».
Dal suo letto d’ospedale nel reparto di traumatologia, la signora Marchetti non nasconde l’amarezza per quanto accaduto: «Ho una clavicola rotta perché ho sbattuto conto i massi di rinforzo dell’argine. Tutto sommato posso dire che mi è andata bene – racconta – Cosa ricordo? Poco. Avevo le ciabatte, il piede mi è scivolato dal margine della strada e sono finita là in fondo. Di quel che è accaduto dopo non ho memoria, so solo che mi ha tirato su mio marito e che poi è arrivato mio figlio. Quel punto è pericoloso: servono delle barriere».
I lavori sul torrente Versilia riguardano la messa in sicurezza idraulica e sono volti all’aumento della portata del canale in caso di piena. Il Comune è il titolare del finanziamento del ministero, ma ad occuparsi dell’intervento è il Consorzio di bonifica Versilia-Massaciuccoli. Dall’ente esprimono rammarico per l’accaduto: «Sono in corso degli accertamenti», fanno sapere e annunciano un comunicato per oggi.
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