Sicurezza
«Così ho salvato Molly da una morte atroce»
SERAVEZZA. «Spero che la mia vicenda possa far riflettere tutti gli amanti degli animali. A loro consiglio di non basarsi solo su pedigree o lucentezza del pelo per scegliere un cane, quanto...
SERAVEZZA. «Spero che la mia vicenda possa far riflettere tutti gli amanti degli animali. A loro consiglio di non basarsi solo su pedigree o lucentezza del pelo per scegliere un cane, quanto piuttosto di fare attenzione alle storie e alle violenze che molte creature hanno vissuto in passato». Questo l’appello di Edoardo Ricci, il 23enne che abita tra Querceta e Montignoso e che ha permesso di vivere una seconda vita a Molly, meticcio di 4 anni con un passato di sofferenze inimmaginabili.
L’inferno di Molly, lo ricordiamo, comincia nella campagna di Cagliari: qui subisce ogni tipo di maltrattamento dal suo padrone, che prima la prende per farle fare la guardia e poi la abbandonata perché abbaia troppo. Prima di cacciarla di casa, l’uomo le riserva un trattamento incredibile: le brucia le corde vocali. Molly riesce a fuggire dal suo aguzzino salendo nella stiva di un traghetto diretto a Piombino.
«Tutte le informazioni sul passato di Molly - spiega Edoardo - le abbiamo avute grazie all’impegno di una associazione di Pietrasanta che si occupa di cani abbandonati o maltrattati». Tramite il racconto del marinaio che aveva portato il meticcio al canile e alle successive analisi dei veterinari è stato possibile ricostruire, seppur in modo parziale, la prima, triste vita della piccola creatura.
«Sono stati i miei genitori - racconta Edoardo senza nascondere orgoglio e felicità - a prelevare Molly dal canile. Appena hanno conosciuto i soprusi del suo passato non hanno avuto alcun dubbio sulla scelta da fare. E anch’io - aggiunge - sono stato subito convinto: quel cane meritava di ricevere tutto l’affetto che gli era stato negato fino ad allora».
Molly abita con Edoardo e la sua famiglia da circa 3 anni e mezzo. Ma per lei è impossibile dimenticare le ferite inferte dalla mano del vecchio padrone: «Non è completamente muta, ma non è più in grado di abbaiare e fa fatica a emettere i suoni. Ma soprattutto - sottolinea Edoardo - non è riuscita ancora a superare la diffidenza nei confronti dell’uomo. Con noi è molto espansiva, ma ha tanta paura in presenza di persone che non conosce».
La meticcia adesso può finalmente vivere circondata da tutto l’affetto possibile. Per Edoardo e la sua famiglia questa scelta non ha portato alcun sacrificio: «Certo, necessita di maggiori attenzioni, ma la gratitudine che riceviamo in cambio è immensa. Per questo - conclude il giovane padrone di Molly - mi rivolgo agli amanti degli animali: quando scegliete il vostro amico a quattro zampe, fatelo in un canile. Ne troverete tantissimi che hanno bisogno di aiuto».(g.c.)
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