Toscana
Si incatena in municipio: «Arbitrii sulle case popolari»
VIAREGGIO. «La verità è che qui la gestione dell’assegnazione delle case è arbitraria: è il momento di dirlo. Perché io non posso più stare in questa condizione!». Sono le parole dell’assessore al...
VIAREGGIO. «La verità è che qui la gestione dell’assegnazione delle case è arbitraria: è il momento di dirlo. Perché io non posso più stare in questa condizione!». Sono le parole dell’assessore al sociale Isaliana Lazzerini, al termine di una lunga mattina iniziata con la protesta di Leila Kefi, una donna che della battaglia per la trasparenza nell’assegnazione delle abitazioni popolari e dell’emergenza abitativa, ha fatto il proprio tratto distintivo. Leila si è incatenata nell’atrio del Municipio, ben decisa a rimanervi. Ma non per sé. Per la sua amica Saida, quarta nella graduatoria del’emergenza abitativa, che si è vista passare avanti il sesto nominativo della stessa graduatoria. Al quale è stato assegnato un appartamento nel complesso ristrutturato dell’ex Tabarracci.
«Senza che neppure io - dichiara l’assessore Lazzerini - sia riuscita ad avere una spiegazione che stia in piedi, pur avendo posto dal 20 maggio la questione dell’alloggio per la signora Saida ed i suoi due figli, due ragazzi che si stanno davvero dando da fare, negli studi e nella ricerca di un lavoro». Il nucleo di tre persone pare destinato al Ferrhotel: dove a disposizione avrebbero solo una stanza. All’ex Tabarracci, invece, il recupero della struttura ha portato dei veri e propri appartamenti, per quanto di dimensioni ridotte.
Insomma, come si sia arrivati a scegliere chi mandare dove resta un mistero perso nei meandri della burocrazia. E degli uffici comunali ormai in aperta “guerra” con l’amministrazione Betti: «Mi è stato risposto solo oggi (ieri per chi legge, ndr) che il nucleo familiare della signora Saida potrà andare al Ferrhotel dopo che il dirigente (il settore è passato a Strippoli, ndr) avrà valutato la cosa...Assurdo: ho scritto il 20 maggio perché alla signora ed ai suoi figli fosse trovata una sistemazione!».
Ma non è finita. Perché tra i motivi per essere furibonda, Isaliana Lazzerini ne ha anche un altro. Dopo l’approvazione della discussa delibera di Giunta che garantisce un sostegno economico sia pur minimo agli occupanti storici delle case popolari avviati allo sgombero con atto della Procura, «gli uffici del sociale pretendono che gli interessati presentino in contratto d’affitto! Che non è tra le condizioni poste dalla delibera».
E c’è dell’altro...La delibera in questione - ricorda Lazzerini - «è arrivata dopo il primo sgombero eseguito ad amministrazione Betti insediata e nasce come soluzione individuata dopo gli incontri in Prefettura. Bene: gli uffici comunali intendono escludere dal contributo proprio quella famiglia di quello sgombero dal quale la soluzione è poi scaturita!».
Donatella Francesconi
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