Sicurezza
Sgrò: governare non è un obbligo
L’operatore del porto guarda il Comune con gli occhi delle imprese
VIAREGGIO. «Diceva spesso mio nonno, con la saggezza dei contadini di una volta, "di governare non te l'ha mica prescritto il medico!" e questo è il consiglio che mi sento di dare a chi di dovere»: parole pesanti quelle che arrivano da Pasquale Sgrò, operatore del porto, sostenitore della campagna elettorale del sindaco Betti.
«L'impressione, vista da fuori del Palazzo comunale e dall'interno della propria azienda, è di quelle che non ti lasciano dormire- continua Sfgrò -: perché capisci che chi gestisce la cosa pubblica non sa che pesci prendere e non ha un progetto complessivo, un progetto d'insieme. Ti rendi conto che le dichiarazioni fatte spesso sono frutto d'idee generiche e di esternazioni spontanee, quasi come a dover dire qualcosa visto che si è aperta la bocca«.
Insomma, l’impressione è che «pressioni corporative e incapacità abbiano preso il sopravvento e che difficilmente ci faranno raggiungere gli obiettivi di risanamento necessari per ripensare a ripartire. Le imprese vogliono (così come a livello nazionale) che anche gli amministratori locali si dimostrino all'altezza della situazione e presentino alla città un progetto di risanamento che non sia un ammasso di semplici dichiarazioni». Ed i cittadini «sono stufi di avere una città sporca, con i marciapiedi pieni di escrementi di cani, con le aiuole piene di erbacce e le buche nelle strade a fronte di sacrifici, anche colpa di ottusità di chi ci ha governato e di chi ci governa, quali un porto che non funziona e il cui progetto non parte mai, le imprese tartassate di burocrazia, i cittadini con tasse comunali tra le più alte d'Italia, servizi scadenti».
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