Il Tirreno

Versilia

La Finanza mette le mani nelle carte delle partecipate

di Donatella Francesconi
La Finanza mette le mani nelle carte delle partecipate

Le Fiamme gialle hanno già chiesto una parte di documentazione Ancora aperta la partita Comune-società in vista del piano di risanamento

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VIAREGGIO. La Guardia di finanza ha messo la propria attenzione sul pianeta delle società partecipate viareggine. A proposito delle quali si è sempre parlato di vera e propria “galassia” da tante che erano. I militari hanno richiesto una serie di documenti - questo è quanto trapela a fatica, dalle prime indiscrezioni - ponendo l’attenzione sulla Viareggio patrimonio e sulla Viareggio Versilia Congressi. Ma è probabile che l’interessamento sia a tutto campo. Anche considerando le difficoltà denunciate in questi ultimi mesi dalla stessa amministrazione comunale (primo fra tutti l’assessore Lorenzo Bertoli) ad ottenere dalle società partecipate la documentazione necessaria a completare la ricognizione in vista della messa punto del Piano di risanamento inevitabile, ammesso che il ministero delle finanze - con la propria approfondita ispezione - decreti che questa è la strada applicabile alla situazione economica precaria del Comune di Viareggio. Va anche ricordato che nei giorni scorsi era stato lo stesso presidente della Viareggio Patrimonio, Gianluca Ruglioni, a denunciare al “Tirreno” la situazione riscontrata al proprio insediamento: quanto riscosso dalla società non veniva “girato” al Comune ma utilizzato per le esigenze societarie senza che vi fosse un’autorizzazione specifica dell’Ente pubblico in tal senso.

Con la Viareggio Patrimonio - aveva detto sabato l’assessore Bertoli - non è ancora conclusa la “partita” di riconciliazione debiti-crediti con il Comune. Ed è questa una delle situazioni più “calde” ai fini del Piano di risanamento. Con Sea, invece, non è ancora arrivato a termine il confronto sul nuovo Piano finanziario che doveva portare al taglio - così nella volontà del sindaco Betti - almeno di 1,5 milioni.

Mentre sul fronte di quella Mover che l’amministrazione ha annunciato di voler trasformare nell’Agenzia per la mobilità si pone più di un interrogativo: a cominciare con il trasferimento all’ex Tribunale. La società in parte privatizzata propone il pagamento di un affitto da 40mila euro l’anno: è stata fatta una valutazione? Ci potrebbe essere chi offre di più? Vi è forse da verificarlo con un bando? Analoghe domande si pongono sulla trasformazione da Mover a “Vi.Vi” (progetto fortemente voluto da Potito Iascone) : e c’è chi - masticando di diritto amministrativo - lancia l’altolà. Perché è probabile che sia necessario riproporre la gara...

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