La Finanza mette le mani nelle carte delle partecipate
Le Fiamme gialle hanno già chiesto una parte di documentazione Ancora aperta la partita Comune-società in vista del piano di risanamento
VIAREGGIO. La Guardia di finanza ha messo la propria attenzione sul pianeta delle società partecipate viareggine. A proposito delle quali si è sempre parlato di vera e propria “galassia” da tante che erano. I militari hanno richiesto una serie di documenti - questo è quanto trapela a fatica, dalle prime indiscrezioni - ponendo l’attenzione sulla Viareggio patrimonio e sulla Viareggio Versilia Congressi. Ma è probabile che l’interessamento sia a tutto campo. Anche considerando le difficoltà denunciate in questi ultimi mesi dalla stessa amministrazione comunale (primo fra tutti l’assessore Lorenzo Bertoli) ad ottenere dalle società partecipate la documentazione necessaria a completare la ricognizione in vista della messa punto del Piano di risanamento inevitabile, ammesso che il ministero delle finanze - con la propria approfondita ispezione - decreti che questa è la strada applicabile alla situazione economica precaria del Comune di Viareggio. Va anche ricordato che nei giorni scorsi era stato lo stesso presidente della Viareggio Patrimonio, Gianluca Ruglioni, a denunciare al “Tirreno” la situazione riscontrata al proprio insediamento: quanto riscosso dalla società non veniva “girato” al Comune ma utilizzato per le esigenze societarie senza che vi fosse un’autorizzazione specifica dell’Ente pubblico in tal senso.
Con la Viareggio Patrimonio - aveva detto sabato l’assessore Bertoli - non è ancora conclusa la “partita” di riconciliazione debiti-crediti con il Comune. Ed è questa una delle situazioni più “calde” ai fini del Piano di risanamento. Con Sea, invece, non è ancora arrivato a termine il confronto sul nuovo Piano finanziario che doveva portare al taglio - così nella volontà del sindaco Betti - almeno di 1,5 milioni.
Mentre sul fronte di quella Mover che l’amministrazione ha annunciato di voler trasformare nell’Agenzia per la mobilità si pone più di un interrogativo: a cominciare con il trasferimento all’ex Tribunale. La società in parte privatizzata propone il pagamento di un affitto da 40mila euro l’anno: è stata fatta una valutazione? Ci potrebbe essere chi offre di più? Vi è forse da verificarlo con un bando? Analoghe domande si pongono sulla trasformazione da Mover a “Vi.Vi” (progetto fortemente voluto da Potito Iascone) : e c’è chi - masticando di diritto amministrativo - lancia l’altolà. Perché è probabile che sia necessario riproporre la gara...
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