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Primi turisti africani nella capitale del lusso versiliese

Primi turisti africani nella capitale del lusso versiliese

Corchia (Federalbeghi): «Fenomeno ancora ridotto, ma c’è» In lieve calo l’andamento delle prenotazioni dall’Est Europa

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FORTE DEI MARMI. Forte chiama Africa. E stavolta non c'entrano affatto i venditori abusivi spesso e volentieri nel mirino della municipale, dei commercianti e più in generale degli operatori turistici della località turistica vip. Stavolta parliamo di turisti che arrivano da un Sud del mondo vicino, geograficamente, ma economicamente lontano anni luce, dal continente di povertà, guerre e popoli in fuga al quale spesso pensiamo dicendo Africa. Turisti ricchi, che amano lo shopping nelle boutique di lusso del centro, frequentano gli hotel e i ristoranti più esclusivi, viaggiano con voli privati. Uomini d'affari, facoltosi imprenditori nel settore delle materie prime che Forte, da qualche tempo a questa parte, si trova ad accogliere accanto ai vacanzieri russi, arabi e mediorentali.

I nuovi arrivi dal continente africano, a quanto pare soprattutto dal Mozambico, sono per ora pochi. Ma in crescita. Lo conferma il presidente dell’associazione albergatori - e presidente di Federalbegthi Toscana - Paolo Corchia. «Il fenomeno è ancora molto ridotto - spiega Corchia - ma è significativo. Del resto abbiamo un’immagine dell'Africa per certi aspetti superata: ci sono Paesi che crescono con ritmi di 10-12 punti percentuali di Pil all'anno. E ci sono nuove e grandi ricchezze legate alle materie prime. Certo non si tratta di un fenomeno paragonabile a quello delle presenze russe, arabe e mediorientali» .

È da questi mercati che Forte si aspetta, anche per la stagione alle porte, numeri importanti. «La sensazione è che per le presenze russe - continua Corchia - pesi l'incertezza politica generale anche se non assistiamo a crolli di richieste e prenotazioni. Anzi le richieste sono numerose: al momento una su dieci si trasforma in prenotazione».

Difficile dire il peso che potrebbero avere gli arrivi da India e Cina, mercati per i quali la proposta balneare non è la più allettante. «Vi racconto un aneddoto - dice Corchia - persone che lavorano nella nautica mi dicono che quando vedono le grandi barche ad armatori cinesi le loro mogli salgono a bordo con l'ombrellino parasole». Per indiani e cinesi ai primi posti come mete turistiche in Italia restano le città d'arte anche se, conferma Corchia, gli operatori turistici toscani si stanno organizzando per cogliere nel modo giusto le opportunità di questi mercati.

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