Il Tirreno

Versilia

Addio a Romano Cosci lo “scultore del Papa”

di Luca Basile
Addio a Romano Cosci lo “scultore del Papa”

Il sindaco Lombardi ricorda le tante opere importanti realizzate per il Vaticano e quelle che ha lasciato alla città. «Un vero artista che ha dato tanto a Pietrasanta»

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PIETRASANTA. È stato un grande artista, tanto che qualcuno arrivò a definirlo, viste le innumerevoli opere realizzate per il Vaticano, lo “scultore del Papa”, ma Romano Cosci, scomparso giovedì notte all'ospedale Versilia all’età di 75 anni, sarà soprattutto ricordato, prendendo a prestito le parole del sindaco Domenico Lombardi, per «il suo buon cuore, per la generosità e per quella modestia che è tipica dei veri artisti». Un uomo che sapeva veramente farsi benvolere Cosci e che ancora, grazie ad una talentuosa manualità, ha contribuito alla crescita del nome di Pietrasanta come centro d'arte, anche se la sua ispirazione, contagiosa, ha attecchito in altri contesti versiliesi. E di certo a Romano Cosci nessuno ha mai regalato niente: ogni centimetro verso la notorietà è riuscito infatti a guadagnarselo con il sudore e la genialità partendo dalla polvere dei laboratori e delle fonderie «prima al fianco dello scultore Leonida Parma, poi con Ferruccio Vezzoni, di cui è stato molto amico. La successiva conoscenza di Pietro Annigoni ha giocato un ruolo essenziale nella sua formazione» si legge in una nota.

Dopo gli anni dell'insegnamento, fino al 1986, nei licei artistici di Carrara e Grosseto arriva il salto, quello che conta, verso le prime esposizioni e subito i consensi di pubblico e di critica, i premi e i riconoscimenti, le numerose commissioni pubbliche, le collezioni pubbliche e private, in Italia e all'estero. Ma su tutto il legame con la Versilia e con Pietrasanta, la città in cui ha vissuto e in cui aveva il suo studio. «Romano non ha mai mancato di omaggiare le nostre comunità con le sue opere o con la partecipazione a mostre e iniziative d'arte e di cultura. Molti suoi lavori - ricorda il sindaco Domenico Lombardi - sono presenti in spazi pubblici locali, penso alla Chiesa di Ripa di Seravezza, a quella del Santissimo Sacramento del Macelli, alla Campana della Pace di Stazzema, agli affreschi realizzati nell'atrio del municipio, all'opera bronzea “Il cavalletto omaggio agli artigiani” che fu collocata ad ingresso della città, in piazza Giordano Bruno. In questo momento - aggiunge Lombardi - sono vicino ai figli Claudia e Michele, a tutti i familiari cui voglio adesso far sapere che non sono i soli a piangerne la scomparsa; con loro piange l'intera comunità cittadina e artistica di Pietrasanta. Romano aveva oro nelle mani, ma soprattutto è stato un uomo vero, benvoluto da chi lo ha conosciuto. E Pietrasanta saprà ricordarlo, al momento opportuno».

Parole di sincera amicizia arrivano anche dall'ex sindaco Massimo Mallegni. «Ho avuto la fortuna di conoscere Romano Cosci come artista e come uomo e da lui ho imparato a conoscere il valore dell'arte e la valenza dell'artigianato. Ha sempre voluto raccontare se stesso non tanto come artista, ma come Artigiano, il suo rapporto con il territorio si è manifestato in modo plateale con la realizzazione degli affreschi nell'atrio del palazzo comunale e con l'installazione in bronzo del monumento all'Artigiano che raffigura il trespolo e gli attrezzi da lavoro dello scalpellino, opere che rimarranno lì a perenne ricordo della sua grande capacità di artista e di interprete del mondo in cui ha vissuto. Di Romano Cosci mi ha sempre affascinato la sua voglia di dire sempre ciò che pensava, senza veli e troppe preoccupazioni. È stata una fortuna averlo conosciuto».

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