Attenzione
Nessun rinvio per l’udienza sulla strage
Il presidente del Collegio, Boragine, tiene duro. Il pm Amodeo: c’è qualcosa di più importante?
VIAREGGIO. Processo per il disastro ferroviario di Viareggio, cinque anni fa, si torna in aula l’11 giugno come previsto. Il presidente del Collegio, Gerardo Boragine (in aula con i colleghi Nidia Genovese e Valeria Marino) ha ritenuto di non accogliere la richiesta di rinvio arrivata da alcuni avvocati difensori degli imputati. Tra questi, in particolare, l’avvocato Gaetano Scalise che mercoledì prossimo sarà impegnato in udienza a Roma per il cosiddetto processo per “Parentopoli” all’Atac, l’azienda dei trasporti della Capitale.
«Non vedo quale altro processo in Italia sia più importante di quello per il disastro ferroviario di Viareggio», ha affermato con forza il sostituto Procuratore Giuseppe Amodeo, in aula con il collega Salvatore Giannino: «Il Tribunale - ha detto ancora Amodeo rivolto ai difensori - dovrebbe motivare un rinvio su 32 morti. Quando le udienze sono fissate da mesi!».
Il presidente del Collegio ha a lungo mediato, cercando di non dover essere chiamato ad esprimersi formalmente su un’istanza di legittimo impedimento che uno o più avvocati degli imputati potrebbero presentare in vista della prossima udienza. «I lavori possono proseguire - ha spiegato Boragine - con il controesame dell’ispettore Angelo Laurino da parte degli avvocati di parte civile che non hanno esaurito i loro interventi. Successivamente la parola passerà a quei difensori che saranno presenti...». Data la complessità degli argomenti da trattare, infatti, non si può certo immaginare che la testimonianza dell’ispettore della Polfer, Angelo Laurino, si esaurisca.
Alle insistenze dei difensori nel sostenere la propria ragione ad essere presenti al controesame del teste, ha replicato l’avvocato Tiziano Nicoletti: «Nella mattinata si è detto in quest’aula che era necessario un rinvio dell’esame dell’ispettore Laurino perché i verbali della scorsa udienza non sono arrivati tempestivamente...Ora, invece, si sostiene che l’ascolto in aula è imprescindibile...Delle due l’una!».
Donatella Francesconi
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