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Versilia

Ecco il primario itinerante A fare la visita viene lui

di Matteo Tuccini
Ecco il primario itinerante A fare la visita viene lui

Sperimentazione iniziata con Casolo (cardiologia) alla Croce Bianca di Querceta Presto sarà estesa a tutti i distretti Asl della Versilia con altri medici specialisti

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VIAREGGIO. Nasce la figura del primario itinerante. Un medico specialista di alto profilo, che continua a lavorare in ospedale ma - in alcuni giorni prestabiliti - va fuori... in missione. Si reca, cioè, nei distretti sanitari sul territorio. Per visitare dei pazienti, o consigliare terapie.

La sperimentazione. A inaugurare questa nuova veste tra i direttori di reparto del “Versilia” è stato Giancarlo Casolo, responsabile della cardiologia. Che al momento ha come struttura di riferimento la Croce Bianca di Querceta, in una fase del progetto che è ancora sperimentale. Ma l’obiettivo dell’Asl - come spiega lo stesso dottor Casolo - è di «estendere il progetto a tutti i distretti e ad altre specialità». Di modo che i pazienti possano avere un’assistenza di qualità a due passi da casa, senza bisogno di recarsi per forza in ospedale. E con la garanzia che la loro situazione è stata monitorata al meglio. Una specie di sanità “porta a porta”, che ha come novità principale il fatto che a farsene carico è il primario.

Come funziona. Tecnicamente, afferma il direttore Casolo, l’obiettivo della sperimentazione è «estendere l’intensità di cura al territorio». Traducendo dal linguaggio sanitario, significa portare nei distretti, o Case della salute che dir si voglia, la competenza degli specialisti ospedalieri. Che si tratti di visite o di semplice consulenze, il primario - in questo caso il dottor Casolo - ha l’opportunità di dare il proprio apporto ai medici di famiglia che ricevono e visitano i loro pazienti negli ambulatori. In una specie di riavvicinamento tra medici che non sempre si parlano. È bene chiarire, comunque, che tra gli stessi pazienti viene fatta una selezione: i casi più gravi o che determinano sospetti di un certo tipo non possono essere equiparati a mal di pancia o abbassamenti di pressione. Insomma: non posso andare al distretto per un’unghia incarnita e chiedere immediatamente la visita del primario. Il buon senso, come in ogni caso, e il rispetto per chi sta male deve essere comunque il cardine.

Piano ambizioso. Il progetto della sanità porta a porta è ambizioso, non c’è che dire. E a quanto afferma lo stesso dottor Casolo, che ha lavorato e sta lavorando per una cardiologia sempre più al top, a Querceta la sperimentazione sta andando bene. Ma non sarà semplice far sì che tutte le specialità vengano coinvolte. Anche perché gli stessi primari non sono poi così esenti da impegni da potersi muovere con grande libertà. Da parte loro, e il lavoro di cardiologia lo dimostra, c’è senz’altro la disponibilità ad aumentare e migliorare i servizi.

@matteotuccini

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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