Sicurezza
Il Pucciniano si svela: la chicca è la Bohème di Scola
Torre del Lago: il maestro omaggia il Maestro. «Ma senza rivisitazioni, nell’opera c’è già tutto»
TORRE DEL LAGO. Una Bohème diretta dal grande Ettore Scola, il 26 luglio (repliche il 2, 10, 15, 22 agosto). Con la bacchetta Valerio Galli sul podio e due star del palcoscenico come Daniela Dessì e Fabio Armilato. Ma anche altri tre nuovi allestimenti pucciniani, dalla Butterfly alla Turandot, fino al Trittico che torna sul palco dopo 40 anni. E poi la danza di Roberto Bolle, il teatro di Massimo Ranieri, persino una Junior Butterfly che arriva dal Giappone. ll Festival Puccini compie 60 anni e dopo i problemi finanziari degli anni passati punta al rilancio regalandosi un'edizione particolarmente ricca, a suggello anche dei 110 anni dalla prima rappresentazione di Madama Butterfly e dei 90 anni dalla scomparsa del Maestro, morto a Bruxelles il 29 novembre del 1924. Si parte il 25 luglio. «Giusto investire sulle eccellenze», dice il ministro Franceschini, che ospita a Roma la presentazione del programma. Come sarà la Bohème di Scola? «Attuale e contemporanea, perché in fondo anche oggi i giovani devono fare i conti con l'assenza del lavoro e la mancanza di occasioni», ma senza concessioni alle rivisitazioni in chiave moderna, alle quali spiega di non credere. «Non credo che ci sarà niente di nuovo né di diverso - dice - quando un regista di cinema si misura con un'opera lavora molto, pensa dove può innovare per poi accorgersi che il nuovo che si cerca nell’opera c’è già». Perché quando una musica è grande, dice, «è già contemporanea».
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