Sicurezza
Due rami per la Patrimonio e Sea risorse tutta privata
VIAREGGIO. Il Comune, in quanto Ente pubblico, non può fare il bagnino (gestione dello stabilimento balneare del Centro congressi) ma può fare l’ormeggiatore (gestione della Viareggio porto e...
VIAREGGIO.
Il Comune, in quanto Ente pubblico, non può fare il bagnino (gestione dello stabilimento balneare del Centro congressi) ma può fare l’ormeggiatore (gestione della Viareggio porto e relativi approdi): è questo il quadro nel quale l’amministrazione Betti ha deciso che per mettere ordine nelle società partecipate che hanno “figliato” come i conigli si doveva iniziare non dal buco da 10 milioni provocato dalla mancata gara per la cessione delle quote della Viareggio porto, ma dal Centro congresso. Simbolo e vanto della città. «È questione complessa - spiega Salvatore Santoro, ragioniere capo del Comune che sgrana gli occhi da mesi sul “meraviglioso mondo” delle partecipate a Viareggio -. Perché il servizio di approdo potrebbe essere considerato, in una città di porto, alla stregua del parcheggio delle auto...». Quello che è certo è che per il momento la gara non si fa. Nonostante che i revisori dei conti abbiano scritto nero su bianco che i dieci milioni da restituire all’ex socio privato (Ferragamo), non essendo rientrati, contribuiscono alla “sprofondo rosso”.
Sul perché - data la condizione di una gara che si attende dal 2009 (sentenza del Consiglio di Stato) e relativa cifra mancante - l’amministrazione Betti abbia deciso di iniziare proprio dal Centro congressiha posto specifica domanda, ieri mattina, il capogruppo del Movimento cittadini Massimiliano Baldini. «La Viareggio porto è una delle tante emergenze...», è stata la risposta dell’assessore al bilancio, Lorenzo Bertoli. «Un’emergenza da dieci milioni...», ha sottolineato Baldini.
«Si comincia dal Centro congressi, ma si va avanti con le altre partecipate», assicura Bertoli. Pensando alla Viareggio Patrimonio, il cui percorso di riconciliazione con il Comune sta bloccando l’approvazione del bilancio consuntivo 2013: la società andrà “spacchettata”. Da una parte la riscossione e dall’altra tutto il resto, destinato a tornare in Municipio: «Con il rischio - commenta Massimilano Bindocci, segretario della Cgil Versilia - che si crei una sorta di “bad Company”», una compilation di “tutto il peggio”, mentre intorno al ramo riscossione che deve nascere ci sono già degli appetiti.
A questo si somma il fatto che c’è da affrontare di petto tutta la partita che riguarda i rifiuti, con Sea. Più di un dubbio sta suscitando, nell’analisi dettagliata delle singole situazioni societarie - così racconta “radio Municipio” - il fatto che si sia potuto affidare direttamente un contratto da oltre 600mila euro per il taglio del verde in città ad una partecipata che vede il Comune in minoranza. Nel futuro della società privatizzata nel 2003 con l’ingresso della Biofertil di Paolo Del Pistoia, potrebbe esserci il Comune che mette in vendita le proprie quote e la decisione finale sul che fare tutta le mani del privato.
«Intanto ho bloccato tutte la assunzioni a tempo indeterminato nelle partecipate», tuona Bertoli di fronte alla commissione bilancio del consiglio comunale. Anche quella per l’ormeggiatore assunto con il travagliato bando della Viareggio porto? «Quello ormai aveva vinto il concorso...», risponde l’assessore. E l’addetto stampa assunto per un anno da Sea? «È un contratto libero-professionale», è ancora Bertoli a parlare, «sul quale ho chiesto maggiori informazioni...». (d.f.)
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