Sicurezza
Domani il musical-manifesto dell’integrazione possibile
SERAVEZZA. Il musical finanziato dall’Europa per integrare immigrati con i cittadini di Seravezza, nel quale alcuni protagonisti sono i venditori ambulanti delle nostre spiagge, andrà in scena alle...
SERAVEZZA. Il musical finanziato dall’Europa per integrare immigrati con i cittadini di Seravezza, nel quale alcuni protagonisti sono i venditori ambulanti delle nostre spiagge, andrà in scena alle Scuderie Granducali domani. “Cuori affamati” è il titolo dello spettacolo, che ripercorre un «percorso sull’amore – spiega l’attore e regista Marco Di Stefano che ha curato il progetto - ostacolato da una società civile troppo dura, aspra e cinica, da non lasciare spazio a sentimenti e ai gesti d’amore».
Il progetto rinominato Opera Q, che si è svolto contemporaneamente anche a Liverpool e a Bruxelles, è stato uno dei pochi premiati tra i circa settecento finanziati dall’Europea dalla direzione generale educazione e cultura, Lifelong Learning. «Questo progetto ha reso possibile un’integrazione che ha subìto un mutamento antropologico – prosegue Marco di Stefano - nel corso dei mesi: ci sono persone del senegal, già conosciute da tutti qui a Seravezza, che adesso vanno a cena insieme con gli altri come se fossero una famiglia. Con il linguaggio del teatro si può scoprire la propria forza e grazie ad un rapporto fisico e mimico si crea un contatto profondo, tale da poter sviluppare i rapporti umani e un senso civico».
Allo spettacolo teatrale, che è stato preparato in un anno interno, sono state coinvolte circa quaranta persone versiliesi, con una minoranza di immigrati. «Il progetto – ha ricordato Alberto Gabbrielli, della cooperativa Alfea di Pisa che ha proposto il progetto all’amministrazione Neri - è nato da un’idea di un’associazione di Bruxelles, in un quartiere prevalentemente a religione mussulmana, dove si è iniziato a fare un lavoro di progettazione su come costruire integrazione».
Il sindaco Neri invece ha poi ricordato come proprio negli ultimi anni a Seravezza si sono verificati dei problemi e dissidi proprio con le popolazione di etnie diverse. «Abbiamo accolto il progetto in uno dei maggior picchi di tensioni, quindi un momento poco favorevole per noi – ha detto Ettore Neri - ma oggi siamo felici di essere giunti al prodotto finale al quale sarebbe interessante trovare forme di prosecuzione, e siamo curiosi di vedere come delle politiche socio culturale di questo tipo si possono impiantare su questo territorio ricco di tensioni».
L’assessore alla cultura Riccardo Biagi ha poi sottolineato che il «progetto multiculturale di integrazione sociale ha visto la partecipazione di attori che non hanno mai fatto teatro. Siamo soddisfatti anche come Fondazione Terre Medicee».(t.b.g.)
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