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Spiagge libere, caos cartelli: «Sono errati»

Spiagge libere, caos cartelli: «Sono errati»

VIAREGGIO. Spiagge libere, nuova puntata. Stavolta a finire nel mirino sono i cartelli che indicano zone dove non si paga l’ombrellone sulla Marina di Levante. Secondo il consigliere comunale...

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VIAREGGIO. Spiagge libere, nuova puntata. Stavolta a finire nel mirino sono i cartelli che indicano zone dove non si paga l’ombrellone sulla Marina di Levante. Secondo il consigliere comunale Emiliano Favilla, infatti, questi cartelli sono quantomeno fuorvianti. «Alcuni - dice - indicano al turista una direzione per la spiaggia libera, definita distante 100 o 200 metri. Quando invece l’arenile gratis è proprio lì, dove c’è il cartello». Favilla, comunque, assicura che le invasioni con ombrelloni da parte dei concessionari «sono finite, guarda caso proprio dopo l’uscita pubblica della polemica».

Ma nel pacchetto del rebus concessioni demaniali, e delle eventuali irregolarità, c’è anche la vicenda del Principino. «Nell'assurda vicenda del Principino - afferma Favilla - gli avvoltoi ci mescolano anche la direttiva Bolkestein. Leggo peraltro che anche la stessa ex assessore Accialini ne parla, ed anche lei lo fa con troppa faciloneria, magari non sapendo che mettere all'asta, secondo la Bolkestein, il Principino, per il Comune (attuale concessionario) sarebbe come regalarlo. Così come succederebbe anche a tutti gli altri concessionari privati che gestiscono imprese balneari che, in egual misura, perderebbero tutto ciò che sulla concessione demaniale hanno realizzato a proprie spese». Secondo il consigliere comunale della Federazione della Sinistra «la gestione delle concessioni è sicuramente una matassa da sbrogliare, visto che la confusione è massima tra spiagge libere, spiagge date al privato o al pubblico, come nel caso del Principe di Piemonte. A questo proposito, ritengo paradossale il fatto che in Comune, tra amministratori e dipendenti, non si riesca a fare chiarezza su cosa sia successo, adducendo giustificazioni sul fatto che c’era il ponte».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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