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Il lavarone finisce sotto la sabbia

Il lavarone finisce sotto la sabbia

Il Comune: «Smaltimento corretto, non è stata interrata plastica»

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MARINA. Sessanta, forse settanta tonnellate di lavarone, nel breve volgere di pochi giorni, hanno ridisegnato (si fa per dire) il litorale di Marina di Pietrasanta. Con picchi di legname, arbusti, canne e plastica che si sono accumulati a Fiumetto. Anche se ieri mattina le correnti hanno cominciato a spingere l’onda scura anche verso Tonfano.

Lavarone che sempre in discreta quantità, proprio ieri mattina, è stato interrato sul fronte spiaggia: operazione che a detta di un turista, così come da segnalazione, non si sarebbe limitata a mettere sotto la sabbia il rifiuto vegetale, ma, appunto, anche qualche oggetto di plastica di troppo. Segnalazione, però, seccamente smentita dall’assessore Italo Viti. «Ho seguito la procedura passo dopo passo e posso assicurare che quanto è stato sotterrato ha rispettato le prescrizioni di legge. Poi, per carità, può capitare che fra i cumuli interrati ci sia finito anche qualche minutaglia in plastica, ma, nel caso, bisogna parlare di casualità e situazioni eccezionali. Sappiamo bene e con noi i balneari, che fanno eseguire questa procedura, quello che si può fare e quello che è vietato. E quindi a Marina di Pietrasanta ci siamo attenuti, assolutamente, alle regole. Oggi, come in passato».

Nel frattempo, però, il mare continua a portare scorte significative di lavarone. «Una parte - continua Viti - è stata interrata, un’altra parte, di volume significativo, sarà invece conferita nella sede del nuovo impianto di trattamento di via Pontenuovo: in questo caso ci troveremo di fronte ad una situazione anomala, perché insieme al lavarone vero e proprio ci sono infatti quantitativi, come triturati, di materiale in plastica. Materiale che va, ovviamente, separato per poi recuperare il rifiuto vegetale che sarà utilizzato per il compostaggio. Le operazioni di rimozione dall’arenile e di conferimento nella nuova piazzola saranno completati fra oggi e domani: il tutto d’intesa con Ersu, referente per questo genere di servizi. I costi a carico della comunità vanno ancora quantificati, ma come sempre parliamo di impegni assolutamente onerosi. C’è poco da fare - sottolinea Viti - Marina di Pietrasanta, dal punto di vista del lavarone, non è particolarmente fortunata. E gestire tutti i disagi conseguenti non è per niente semplice, anche se siamo attrezzati al meglio per fronteggiare ogni genere di emergenza». (l.b.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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