Il Tirreno

Versilia

Sigilli alla spiaggia, Cima in Procura e dal Prefetto domani

di Donatella Francesconi
Sigilli alla spiaggia, Cima in Procura e dal Prefetto domani

La senatrice Granaiola (Pd): meglio sarebbe stato avvisare il concessionario che procedere al sequestro

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VIAREGGIO. Giornata calda, quella di ieri, per il Centro congressi, subissato dalle proteste dei clienti che non hanno trovato tende ed ombrelloni prenotati e pagati sulla spiaggia della piazza Maria Luisa. Spiaggia che si sono invece goduti tutti coloro che sono arrivati in riva al mare con l’ombrellone portato da casa, riconquistando lo spazio libero. Oltre 3mila metri quadrati dai quali la Capitaneria, in esecuzione di un provvedimento della Procura di Lucca, ha fatto smontare tutta l’attrezzatura che la Viareggio Versilia congressi aveva installato senza avere ancora in mano la concessione stagionale richiesta dalla Viareggio Patrimonio al Comune il 24 aprile scorso. L’utilizzo di un bene pubblico per ricavarne un profitto privato non può che avvenire in presenza delle autorizzazioni previste. Proprio in virtù della natura pubblica del bene in questione.

Nell’attesa che la vicenda sia chiarita - ed in realtà l’amministrazione comunale (l’assessore al demanio è Lorenzo Bertoli) non ha ancora prodotto uno straccio di spiegazione - ieri è trapelata la notizia che Riccardo Cima, liquidatore della Viareggio Versilia Congressi sarà sentito in Procura domani. L’interessato non smentisce e non conferma l’appuntamento con il pm (Il fascicolo è nelle mani di Elena Leone) ma informa, invece, di aver «chiesto un appuntamento al Prefetto che me lo ha concesso proprio per domani». Dal Prefetto Riccardo Cima era già stato il 25 marzo per l’incontro richiesto dalle organizzazioni sindacali. Le quali - dopo la vicenda del sequestro delle attrezzature - hanno fissato per domani l’assemblea del persone, annunciando di volere risposte chiare altrimenti saranno avviate tutte le procedure di mobilitazione possibili.

All’attenzione del Prefetto Giovanna Cagliostro, Cima porrà anche una questione che in queste ore viene posta a più voci: «È possibile per il Comune vendere a privati un bene che fu espropriato?». E, se la situazione non fosse così pesante verrebbe da ridere, proprio in queste ore di incertezza per il futuro della struttura storica gli organizzatori del Polo beach si sono fatti avanti con Cima per concordare le modalità di organizzazione del consueto appuntamento post estate.

Su quanto accaduto allo stabilimento balneare interviene anche la senatrice del Pd Manuela Granaiola: «Per il Principe di Piemonte, in attuazione dei principi enunciati nelle "linee guida"in materia di controlli, approvate da Parlamento, «non sarebbe stato forse più conforme al pubblico interesse, anziché procedere con un sequestro penale, "informare" il concessionario stagionale che, non dotandosi di concessione, sarebbe stato penalmente perseguito? Alla luce di queste considerazioni mi chiedo: i competenti uffici e servizi comunali, avuta notizia dell'accertamento, avrebbero potuto rilasciare subito la concessione evitando così quel brutto danno d'immagine a Viareggio proprio alla vigilia del ponte di giugno? Presto arriverà il dissequestro; comunque troppo tardi per evitare un danno d'immagine così eclatante, in un momento particolarmente difficile per la nostra città».

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