Sicurezza
Da Abu Dhabi alla Darsena: ecco come cambia il porto
VIAREGGIO. Cartolina da Abu Dhabi, il sindaco di Viareggio Leonardo Betti (a destra), il primo cittadino di Milano, Giuliano Pisapia (al centro), l’ambasciatore italiano negli Emirati Arabi Uniti,...
VIAREGGIO. Cartolina da Abu Dhabi, il sindaco di Viareggio Leonardo Betti (a destra), il primo cittadino di Milano, Giuliano Pisapia (al centro), l’ambasciatore italiano negli Emirati Arabi Uniti, Giorgio Starace. Lo scenario è quello del party di Eataly, la catena alimentare - specializzata nella vendita e nella somministrazione di generi alimentari italiani di qualità - fondata da Oscar Farinetti, considerato tra i consiglieri del premier Matteo Renzi.
Leonardo Betti, che oggi parteciperà al ricevimento organizzato dell’ambasciata per la festa della Repubblica, si trova negli Emirati in un momento davvero particolare. È di ieri pomeriggio, infatti, la notizia che la trattativa per l’ingresso di Etihad, la compagnia aerea degli Emirati in Alitalia: un investimento da circa 600 milioni, leggermente al di sopra delle aspettative come ha specificato il ministro Maurizio Lupi.
Lo sbloccarsi della trattativa nazionale significa via libera anche alle rimanenti operazioni che il denaro emiratino ha in mente in Italia. E a Viareggio. Dove - come ha spiegato lo stesso ambasciatore Giorgio Starace, in occasione della sua recente visita in città, Carlo Acampora - imprenditore nel settore turistico - si sta adoperando per veicolare l’operazione relativa alla vendita della Viareggio porto proprio negli Emirati. Certo, la cessione delle quote della società oggi interamente pubblica non può avvenire che tramite gara aperta a tutti i soggetti interessati alle condizioni poste. Ma l’interesse dei capitali dei fondi degli Emirati - è inutile girarci intorno - alza notevolmente l’asticella.
E non è solo questione di puro valore economico. Perché chi le barche viareggine acquista e fa navigare in giro per il mondo dice la sua anche in materia di organizzazione degli spazi portuali. Con la Madonnina destinata a diventare approdo per imbarcazioni da 30 a 50 metri, con una riorganizzazione del pontili, ed il Triangolino disegnato per accogliere barche da 18 a 30 metri. Tutto il resto della nautica che ormeggia nei due punti chiave della Viareggio porto sarebbero destinati a trovare altra collocazione, una volta redistribuiti gli spazi in porto come da revisione del Piano regolatore portuale, datato 2007 e mai attuato. Revisione alla quale il segretario dell’Autorità portuale, Fabrizio Morelli, ha annunciato di voler mettere mano da subito dopo l’estate.
Valore dell’operazione intorno ai 30 milioni di euro, con la società “rimpolpata” dei nuovi spazi che l’amministrazione ha in mente di utilizzare per ricapitalizzare la società. (d.f.)
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