La manifestazione
Spiaggia sotto sequestro «Ecco cosa è successo»
La ricostruzione della Viareggio Versilia congressi dopo i sigilli dalla Capitaneria a sdraio e ombrelloni del Comune. Cima: «Le autorizzazioni? Erano scontate»
VIAREGGIO. Autorizzazione automatica, per la spiaggia di piazza Maria Luisa, rilasciata dal Comune - nel corso degli ultimi quindici anni - per permettere al proprio stabilimento balneare Principe di Piemonte di allargarsi nella stagione estiva. Inizia da qui la ricostruzione dei fatti per capire cosa può essere accaduto per arrivare ai sigilli della Capitaneria di porto che ha trovato ombrelloni, sdraio e tende installate senza la necessaria autorizzazione.
Concessione automatica che lo scorso anno - carte alla mano - portava la data del 23 luglio, e nel 2012 addirittura del 31 luglio, su una richiesta inviata al Comune il 13 marzo. Se la Capitaneria fosse intervenuta anche negli anni passati, insomma, sarebbe finita esattamente nello stesso modo: con i sigilli, magari in piena estate.
Alle fine, la questione è analoga a quella che ha portato all’inchiesta della Procura di Lucca (pm Fabio Origlio) sulla gestione delle banchine destinate alle barche ai lavori, e dunque pubbliche per eccellenza: il problema delle regole alle quali chi utilizza un bene- spazio pubblico dovrebbe attenersi. Primi tra tutti l’Ente pubblico e chi è preposto al controllo.
Entro metà marzo di ogni anno la Viareggio Versilia congressi invia alla Viareggio Patrimonio, titolare della concessione demaniale, la richiesta per utilizzo degli spazi antistanti piazza Maria Luisa, allegando tutta la documentazione necessaria ed il pagamento del dovuto in aggiunta alle marche da bollo necessarie, per il periodo di apertura del bagno da aprile ai primi giorni di ottobre. Di solito, entro aprile, le carte sono sul tavolo del Comune che deve rilasciare le opportune autorizzazioni. «Scontate, tanto da non venire neppure girate alla Viareggio Versilia congressi», spiega Riccardo Cima, liquidatore della società pubblica.
Che, a proposito di quanto accaduto, continua: «L’11 marzo 2013 la Viareggio Versilia congressi si è attivata con la procedura alla Viareggio Patrimonio, facendo presente che la richiesta, al fine di evitare tutti gli anni la solita procedura, veniva fatta per l'anno 2013 e per gli anni successivi fino al 2018, come suggerito dal nostro professionista, ingegner Lelli. Il modello era quindi compilato anche per gli anni successivi. La Viareggio Patrimonio, in data 15 aprile 2013, ha inviato la richiesta al Comune ed in data 23 luglio 2013 il Comune ha autorizzato l'utilizzo dell'area dal 20 maggio al 15 ottobre 2013 ». Così non è andata per l’anno in corso: «Pur avendo fatto nel 2013 la richiesta fino al 2018 - prosegue Cima - al fine di evitare disguidi, in data 13 marzo 2014 la Viareggio Versilia congressi ha inviato la richiesta come ogni anno alla Viareggio Patrimonio. La quale, in data 24 aprile 2014, ha sua volta mandato la richiesta al Comune».
E siamo ai sigilli. Dovuti, inquanto l’ufficio demanio del Comune non è stato in grado di rilasciare a se stesso la concessione stagionale richiesta dalla società pubblica titolare dello stabilimento balneare.
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