Il dolore
Ester non è morta a causa del guasto all’ambulanza
Le conclusioni dei periti della Procura di Massa scagionano tutti i medici, oltre al presidente della Croce verde di Lido
VIAREGGIO. Non ci sono colpevoli per la morte di Ester Tali, la piccolina morta a fine ottobre dello scorso anno, a soli otto mesi, dopo il trasporto dall’ospedale Versilia a quello pediatrico Apuano di Massa, nel corso del quale l’ambulanza sulla quale la paziente viaggiava aveva avuto un guasto ed un principio di incendio. È la conclusione alla quale sono giunti i periti nominati dalla Procura di Massa (sostituto procuratore Vito Bertoni), nelle persone di Vincenzo Nardini, direttore dell’unità operativa di anatomia patologica 2 dell’Azienda ospedaliera-universitaria di Pisa ed Enrico Chiappa, direttore di cardiologia pediatrica dell’Azienda ospedaliero-Universitaria Meyer di Firenze. I due medici, nel tirare le fila del lavoro svolto sul corpo della lattante e sull’esame della malattia che ne aveva segnato pesantemente i primi mesi di una vita che non si è mai compiuta, giungono alla conclusione che «non sono stati evidenziati comportamenti di colpa grave o di colpa lieve da parte dei sanitari che hanno preso in cura la piccola Ester Teli, né profili di negligenza, imprudenza o imperizia nella condotta degli operatori dell 118 e del personale delle autoambulanze».
Sette gli indagati, nel fascicolo aperto per omicidio colposo: i medici versiliesi Rosa Teresa Scaramuzzo, Raffaele D’Alessandro, Luca Luporini (gli ultimi due assistiti dagli avvocati Tiziano Nicoletti e Massimiliano Luporini); tre medici che lavorano all’Opa di Massa: Roberta Mazzoni, Vittoria De Lucia e Pierantonio Furfori. Il settimo indagato è il presidente della Croce Verde di Lido di Camaiore, Luca Farnesi: fu a bordo di un’ambulanza di questa associazione che avvenne il trasferimento dal Versilia a Massa. E fu questa l’ambulanza sulla quale si verificò un principio d’incendio nel vano motore.
Il lavoro dei periti della Procura arriva alla conclusione che «non si ravvisano omissioni, errori o inadempienze di carattere diagnostico, terapeutico o assistenziale dei sanitari che si occuparono della piccola Ester nelle ore immediatamente precedenti la morte. Né si evidenziano fattori esogeni di tipo traumatico e/o chimico-tossicologico nel determinismo della morte». Il fumo che si sprigionò in seguito al guasto, dunque - così la perizia - non ha avuto niente a che vedere con il decesso della bambina. «Il problema tecnico alla prima ambulanza», inoltre, «sembra fortuito» e appare «corretto il comportamento del personale».
I due medici nominati dalla Procura di Massa sottolineano ripetutamente le gravi patologie delle quali soffriva fin dalla nascita la piccola: «Condizioni di base - si legge nella perizia - caratterizzate da una grave ipertensione polmonare persistente». Non si può dunque «escludere che le sfavorevoli condizioni occorse nelle ultime ore di vita della piccola Ester possano aver rappresentato un elemento scatenante una crisi di ipertensione polmonare fatale».
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