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Allarme su Facebook E la sfida alcolica viene annullata

Allarme su Facebook E la sfida alcolica viene annullata

Proposta choc di un locale del centro: ti scoli una bottiglia e vinci una cena per due. I titolari: «Era solo un gioco»

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VIAREGGIO. «Qualche magistrato o poliziotto può fermare questo genio? Somministrare alcol a ubriachi è reato, art. 691 cp».

Il post, sul gruppo Facebook dell’associazione Lorenzo Guarnieri di Firenze, è della tarda serata di venerdì. E l’iniziativa che prende di mira chi lo scrive è quella di un bar ristorante di Viareggio, aperto da appena sei mesi in via Battista, che si chiama l’Ammazzacaffè.

La proposta del locale è di quelle fuori dal comune. Si chiama “La sfida di FoFè” e letteralmente propone : «Se riesci a bere alla goccia una bottiglia da 75 cl di prosecco in un minuto non solo non lo paghi ma vinci una cena per due con una bottiglia di vino. Se perdi sono 10 euro per la bottiglia».

Poche parole che scatenano sul web il putiferio di accuse e commenti. «Ma la gente é pazza. Invitare così la gente a bere» si legge sul social network. Ed ancora «basta sapere dov'è - aggiunge un iscritto al gruppo dell’associazione riferendosi al locale - e ci andiamo noi genitori in massa!». E via con questo tono e con il sospetto che l’iniziativa sia al limite del legale: perché con la prima bevuta (lo spumante), fanno notare sul social network, ci si ubriaca. E chi somministra la seconda (il vino) rischia di commettere reato. E non è tutto: «Io ci vedrei senz’altro - continua un utente di facebook - la trasgressione all'articolo 690 del Codice Penale (Determinazione in altri dello stato di ubriachezza)».

Il tam tam dei rappresentanti dell’associazione e dei tanti degli iscritti al gruppo Facebook, nato in memoria di Lorenzo Guarnieri, diciassettenne travolto e ucciso da un mezzo alla cui guida c’era un uomo ubriaco, pare abbia sortito il suo effetto: il locale viareggino ha cancellato la sfida, fatto sparire il cartello che la pubblicizzava e chiesti scusa «a chi si è sentito offeso da quello che voleva essere solo un gioco» dice uno dei titolari, FoFè per l’appunto.

«Se non si è capito - afferma ancora -si tratta solo di un gioco. Siamo a Viareggio: non è forse la città del Carnevale? Quello che abbiamo proposto come sfida nessuno può farlo davvero. Lei lo conosce qualcuno che riesce a bere una bottiglia di spumante in un minuto? È chiaro che nessuno ci riuscirebbe: abbiamo solo voluto giocare con la nostra clientela». Che peraltro non sembra aver aderito numerosa all’iniziativa. Già la scorsa settimana era stata lanciata una sfida analoga, in quell’occasione proponendo un cocktail al posto dello spumante «ma la clientela non ha aderito». Un motivo in più, lascia intendere il titolare, per accantonare l’iniziativa. Con un po’ di amarezza però. «Fa notizia questa cosa dello spumante ma qui di sfide, sotto forma di gioco se ne propongono anche altre» dice mostrandoci il menu. Che propone alla clientela piatti di pasta da consumare anche con le mani: prima la mangi meno spendi. La tariffa è di un euro al minuto.

«La nostra iniziativa è stata fraintesa - continua il titolare - il nostro è un’ambiente pulito, frequentato da persone perbene. Qui da noi vengono studenti universitari che vogliono solo divertirsi: nessuno di noi si permetterebbe mai di dare da bere a un ubriaco». E per dimostrare la propria buona fede da ieri sul gruppo Facebook del locale ci sono foto e video dei clienti dell’Ammazzacaffè: «Solo ragazzi che si divertono» continuano titolari e personale che non vogliono commentare le parole di chi polemizza sul web ma al contempo minimizzano: «ci sono cose ben più gravi di questa». E addirittura non escludono che il polverone sia frutto di qualche invidia: «forse abbiamo dato noia a qualcuno».

In realtà pare che l’unico vero e comprensibile fastidio sia stato quel riferimento al bere come sfida e opportunità di “vincere qualche cosa”, comprensibilmente inaccettabile da parte di chi, come i genitori del giovane Lorenzo, ha perso un figlio per colpa di un ubriaco alla guida. E evidentemente non ci sono solo la mamma e il papà di Lorenzo a pensarla così. Anche in Versilia, negli ultimi anni, si sono moltiplicate le iniziative a sostegno della diffusione di una diversa e più sana cultura del bere, soprattutto tra i giovanissimi in un territorio dove, a prescindere dalle singole iniziative di questo o quel locale, l’abuso di alcol è un fenomeno diffuso.

Lo denunciano quotidianamente associazioni locali come “Non la Bevo” impegnata da anni in una campagna di sensibilizzazione contro l’abuso di alcol che da qualche tempo ha coinvolto anche i rioni di Carnevale oltre che numerosi locali della “movida” versiliese.

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