Il dolore
Due anni di carcere per bancarotta
Imprenditore di Camaiore patteggia la pena in tribunale: era accusato di avere distratto ai creditori 22mila euro
VIAREGGIO. Due anni di reclusione: questa la pena patteggiata davanti al tribunale di Lucca da un imprenditore versiliese imputato di bancarotta fraudolenta. Si chiama Angelo Dini, residente a Camaiore, legale rappresentante della ditta Cogrim srl, azienda all'ingrosso e al minuto di attrezzature alberghiere, con sede a Viareggio, fallita nel 2012.
Stando agli accertamenti della polizia giudiziaria della guardia di finanza l'imprenditore - che per diversi mesi aveva lasciato l'Italia per passare un periodo in Messico - avrebbe distratto ai creditori la somma di circa ventiduemila euro su un passivo fallimentare di 420mila euro e inoltre, per evitare la ricostruzione dei movimenti in denaro, avrebbe alterato e modificato le scritture contabili.
L’inchiesta che è stata condotta dagli investigatori della Guardia di Finanza coordinati dal sostituto procuratore della repubblica Piero Capizzoto ha portato l’anno scorso il giudice dell’udienza preliminare del tribunale di Lucca a decretare il rinvio a giudizio di Angelo Dini per bancarotta fraudolenta.
Davanti al tribunale l’imputato ha preferito non affrontare il dibattimento e tramite il suo avvocato difensore ha chiesto e ottenuto di poter patteggiare la pena di due anni di reclusione. Visto che il pubblico ministero Piero Capizzoto ha dato il suo consenso, il collegio giudicante (presidente Carlo Annarumma, a latere Simone Silvestri e Alessando Dal Torrione) ha accolto la richiesta e ha così chiuso così il procedimento penale.
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