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L’accusa: auto e moto dei vigili potevano costare il 28% in meno

L’accusa: auto e moto dei vigili potevano costare il 28% in meno

VIAREGGIO. «Il parco macchine acquistato dalla polizia municipale di Viareggio poteva essere attinto ad una convenzione Consip in esser al momento dell’ordine, con un risparmio calcolato pari a ben...

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VIAREGGIO. «Il parco macchine acquistato dalla polizia municipale di Viareggio poteva essere attinto ad una convenzione Consip in esser al momento dell’ordine, con un risparmio calcolato pari a ben il 28% in meno rispetto a quanto invece speso». Stiamo parlando delle auto e delle moto della Municipale acquistate all’indomani del disastro ferroviario da Vincenzo Strippoli, all’epoca comandante dei vigili. Lo stesso Strippoli che questa mattina sarà davanti al giudice del Tribunale di Lucca per rispondete delle accuse formulate a suo carico dal sostituto Procuratore Antonio Mariotti in seguito all’esito delle indagini delegate alla guardia di finanza di Viareggio. Ed è la stessa guardia di finanza a mettere in luce l’aggravio di costo per l’acquisto in una vicenda che vede il Comune deciso a costituirsi parte civile, con incarico affidato all’avvocato Riccardo Carloni.

Strippoli è accusato di aver dichiarato il falso davanti al consiglio comunale riunito il 20 novembre 2009 per affrontare la questione del debito fuori bilancio che l’acquisto dei mezzi aveva causato, ritenendo - Strippoli lo dichiarò in quella seduta - che lo Stato, con i risarcimenti per il disastro ferroviario del 29 giugno 2009, avrebbe coperto una serie di spese dell’amministrazione tra le quali l’acquisto dei mezzi dei vigili che si erano usurati - questa la giustificazione - nei giorni del servizio sul luogo della strage.

Ma le indagini delle Fiamme gialle sono arrivate a ben altre conclusioni. A cominciare dal fatto che nel periodo di emergenza successivo al disastro ferroviario i veicoli della Municipale non hanno subito «alcun aumento di utilizzo», come invece messo nero su bianco nella delibera approvata dal consiglio comunale del riconoscimento del debito fuori bilancio. Ed ancora: «Nessuna variazione nell’utilizzo dei veicoli era stata rilevata tra il periodo precedente ed il periodo successivo al disastro ferroviario». Nella delibera approvata dai consiglieri comunali della maggioranza dell’allora sindaco Lunardini si dava atto che il parco macchine era stato «sottoposto alla verifica di un meccanico specializzato». Ma - si legge nel capo di imputazione - «nessuna verifica invece era stata in realtà effettuata».

Nel capo di imputazione si trovano anche i conti, come emergono dalle indagini, sulla differenza dei prezzi. Uno per tutti: la Fiat “Grande Punto” allestimento “Actual” acquistato presso l’azienda “Ciabilli”«veniva offerto da Consip al prezzo di 12.973,75 completamente allestita (imposte regionale e/o provinciali escluse) a fronte di un prezzo Ciabilli di 16.610,70 con allestimento finale. Ed una maggiore spese per il Comune pari quindi a 3.636,95 euro circa, tenuto conto delle imposte regionali e/o provinciali non previste dalla convenzione Consip».

Con l’impresa Ciabilli di Firenze - così le dichiarazioni dello stesso titolare agli inquirenti - Vincenzo Strippoli aveva rapporti «già da quando era comandante della polizia municipale a Massa». (d.f.)

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di Redazione web