Tedeschi: «Tenetevi i soldi non vivrò più a Camaiore»
L’attore replica al Comune sui mancati pagamenti: «Chi oggi tace sa la verità». Poi propone al sindaco di devolvere la cifra contesa ai cittadini in difficoltà
CAMAIORE. «Tenetevi i soldi, anzi dateli a chi ne ha bisogno. Ma con Camaiore ho chiuso: ho già venduto la casa che avevo alle Silerchie e non tornerò più». Si chiude il sipario sulla vicenda Corrado Tedeschi-Comune. E come in ogni spettacolo che si rispetti non poteva mancare un finale ricco di colpi di scena. Questa la trama: il celebre attore e conduttore, nei giorni passati aveva denunciato il mancato pagamento del suo secondo anno di lavoro alla direzione artistica del Teatro dell’Olivo (biennio 2010-2012). Nel secondo atto della vicenda era stato il sindaco Alessandro Del Dotto a prendere la parola, replicando che agli uffici comunali non risultano fatture insolute a carico di Tedeschi. Al singolar tenzone ha assistito da spettatrice muta Maria Vecoli, ex presidente della Fondazione Città di Camaiore, l’ente che aveva affidato l’incarico a Tedeschi ai tempi della giunta Bertola. «Tedeschi è stato pagato? Non so, non ricordo», questo sostiene Vecoli, che certo non dà prova di buona memoria. Con le elezioni comunali del 2012 c’è il cambio di scena: a palazzo civico arriva Del Dotto che subito “congela” la Fondazione e l’incarico di Tedeschi non viene rinnovato. Ora il terzo e definitivo atto della storia. Dagli uffici comunali producono le fatture versate a Tedeschi (tre, per un totale di 10mila euro) e la relazione della presidente Vecoli, che nel settembre 2012 dichiarava che non vi erano altri pagamenti da effettuare, eccetto quelli elencati nel documento. E qui di Tedeschi non si fa cenno.
L’attore, informato degli sviluppi, non ci sta e racconta la sua versione. «Quei 10mila euro sono quanto avevamo pattuito per il primo anno – spiega – Le date delle fatture dovrebbe renderlo evidente. Per il secondo anno mi avevano chiesto di ridurre il compenso e io avevo accettato di scendere a 8mila. Non c’è mai stato un contratto. Per me, che sono un uomo vecchio stile, basta una stretta di mano. Chi oggi fa finta di non ricordare sa bene come stanno le cose. Ma tant’è. Che il Comune si tenga i soldi. Anzi li usi per dare una mano ai cittadini che sono in difficoltà. Per quanto mi riguarda con Camaiore ho chiuso. Avevo una casa alle Silerchie, una zona bellissima, ma l’ho venduta e non credo che tornerò. Quanto al sindaco, ditegli pure che gli incarichi scadono, ma tra persone educate è costume mandare almeno un ringraziamento a chi ha lavorato, e bene, per due anni nel teatro della città». Sipario.
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