Sicurezza
Sequestro con ricatto a luci rosse In aula le accuse a Romanini
L’imprenditore è a processo per sevizie all’ex socio in affari con l’obiettivo di estorcergli 3 milioni Respinte le eccezioni procedurali della difesa, il 20 giugno si inizieranno ad ascoltare i testimoni
CAMAIORE. Ha preso il via il processo a Roberto Romanini per la vicenda del sequestro del suo ex socio in affari, l’imprenditore italo-finlandese Loreno Dalla Valle. Una storia dai contorni inquietanti, nella ricostruzione degli inquirenti. E che vede coinvolto l’imprenditore camaiorese, accusato anche di essere il mandante dell’omicidio del cugino Stefano Romanini, avvenuto l’8 febbraio del 2011.
L’udienza di ieri in Corte d’Assise a Lucca è stata poco più di un passaggio tecnico. In cui sono state respinte le eccezioni procedurali della difesa, rappresentata dall’avvocato Maurizio Tonnarelli, a proposito di un presunto doppione nell’azione del pubblico ministero. Nell’udienza è stato fissato il via vero e proprio del dibattimento, che avverrà il 20 giugno con i testimoni di accusa e difesa.
La vicenda di cui si parlerà in aula, come detto, ha tinte molto fosche. Secondo i poliziotti della questura di Lucca, che hanno portato avanti le indagini per conto della Procura, Romanini avrebbe sequestrato e seviziato l’ex socio a scopo di estorsione, ricattandolo con un filmato in cui l’uomo fa sesso con una prostituta. Tutto avrebbe avuto origine nel 2003 quando Romanini, imprenditore nel ramo dei funghi, avrebbe conosciuto Dalla Valle in Finlandia, realizzando poi una società mista per l’esportazione dei prodotti in Italia. Tre anni dopo - sempre secondo le accuse - avrebbe chiesto al socio l'esclusiva per il mercato finlandese, ricevendo un rifiuto. A quel punto Romanini - a detta degli inquirenti - lo invita in un casolare a Camaiore. Qui l’industriale passa la notte con una prostituta e viene filmato. E il giorno successivo - sempre secondo la polizia - Romanini passa alle maniere forti. Minaccia l’ex socio con una pistola e lo rinchiude nel casolare. Gli fa vivere un’ora di terrore, intimandogli di firmare un contratto che in pratica regala l’esclusiva dei funghi nordici all’imprenditore camaiorese e 3 milioni e mezzo di euro di falsi crediti. Dalla Valle firma, e il giorno dopo scappa in Finlandia. Denuncia l’accaduto e viene a sua volta denunciato da Romanini per truffa e appropriazione indebita: poi sarà assolto. Le indagini si aprono, si chiudono e poi vengono riaperte per una serie di vicissitudini. Finché, nel febbraio 2013, Romanini viene arrestato.
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