Farmacia comunale via libera del Pd alla vendita ai privati
La decisione motivata con le continue perdite di gestione tocca ora al consiglio dare seguito o meno a questa scelta
PIETRASANTA. Via libera, da parte del Partito democratico, alla vendita della farmacia comunale di Porta a Lucca. La riunione del partito, andata in scena due giorni fa è dunque servita a mettere il timbro su un’alienazione che, come noto, sta creando qualche discussione di troppo nella maggioranza cittadina. La tesi, legata alla vendita, è che nonostante le misure economiche adottate ed i tagli imposti, la gestione annuale della farmacia ha chiuso il 2013, ancora una volta, in passivo. L'importo? Circa trentamila euro. Un miglioramento, rispetto ai numeri, più o meno pessimi, del passato, ma pur sempre un saldo passivo su cui la riflessione è conseguente. Del resto con questo, sono sette gli anni in cui sempre la farmacia ha proposto un “rosso” nei conti.
«Ripianare le perdite non è più possibile e del resto le norme al riguardo, parlano chiaro: il confronto è aperto e posso comprendere le perplessità. Premesso tutto una soluzione a questa problematica va trovata. Non è più tempo di rinvii, questo mi sembra chiaro» commenta il sindaco Domenico Lombardi fra i primi a lanciare “l’Opa” sulla farmacia. Ma sempre nella maggioranza c'è chi - come le segreterie di Pdci e Rc - si oppone alla vendita ribadendo il valore e il ruolo, anche sociale, della farmacia comunale.
Siamo al muro contro muro? Vedremo. Di certo l'amministrazione comunale, forte a quanto pare di un primo significativo interessamento da parte dei privati, sarebbe più che propensa a vendere visto il potenziale gettito conseguente: si parla, infatti, di un importo di circa 900 mila euro. Tutelando, al tempo stesso, gli attuali posti di lavoro e ponendo una condizione ben precisa: mantenere la farmacia dalle parti di Porta a Lucca. No, quindi, ad ogni ipotesi di trasferimento, fra l'altro ipotizzata in più occasioni, in passato, dall'ex amministrazione Mallegni.
Non verrà invece introdotta una modifica viaria ad hoc in zona, più volte reclamata dagli utenti, ma anche da alcuni esponenti dei partiti politici di maggioranza, per facilitare il transito e la sosta. Un fatto è certo: Lombardi&co non vogliono arrivare con i nervi a fior di pelle - il caso Lucchetti insegna, ndr - in consiglio comunale dove sarà presa la decisione definitiva: soprattutto, nel contesto, si temono eventuali strumentalizzazioni da parte delle minoranze. Ecco perché nei prossimi giorni le diverse anime della coalizione torneranno ad incontrarsi per vedere di arrivare ad una scelta il più possibile condivisa. In caso contrario, come facevano notare nei giorni scorsi a palazzo comunale, «chi si oppone al provvedimento dovrà poi individuare, in questo momento di grave difficoltà finanziaria per il Comune, adeguate coperture alternative alla vendita. Anche perché sperare in un prossimo pareggio di bilancio, non è più realistico».
Nel frattempo, però, c'è chi raccoglie firme, fra i cittadini, per dire no alla vendita. E anche questo è un aspetto su cui, nella maggioranza, si sta riflettendo.
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