Il dolore
Caso antenna: Betti annuncia controlli
Misurazioni dell’elettromagnetismo nelle abitazioni e dentro l’asilo di via Cairoli. Ma i residenti restano contrari
VIAREGGIO. Si sono rivolti al sindaco portando in Comune quasi un centinaio di firme di residenti nella zona di via Matteotti, dove è spuntata - da un giorno all’altro - un’antenna Vodafone per la telefonia mobile. «Le chiediamo di intervenire per impedire l’attivazione del ripetitore», scrivono i cittadini preoccupati per la propria salute. Dopo il caso sollevato dal “Tirreno” nel giorno in cui l’antenne si è alzata verso il cielo alle prime luci del mattino, il sindaco ha ricevuto ieri una delegazione di residenti, i quali hanno illustrato i motivi della richiesta avanzata al primo cittadino. Raccontando, tra l’altro, di quel palazzo proprio davanti alla sottostazione elettrica che conta un gran numero di abitanti morti per lo stesso tumore. I cittadini chiedono un controllo sulle emissioni di onde elettromagnetiche nella zona che vede due antenne per la telefonia, la sottostazione elettrica di Fs e la stessa rete ferroviaria. E, tutto intorno, case, un asilo, il parco giochi.
Leonardo Betti, nel corso dell’incontro, ha spiegato che «Vodafone ha ottenuto regolare autorizzazione dall'ufficio Suap ai sensi dell'articolo 87 del Decreto legislativo 259 del 2003, completa di nullaosta paesaggistico e di parere tecnico previsionale emesso dall'Arpat sull'impatto elettromagnetico, il tutto come previsto dalla variante urbanistica per la localizzazione degli impianti di telefonia mobile, approvata dal consiglio comunale della precedente amministrazione con delibera 95 del 10 dicembre 2009 (con l'astensione dello stesso Betti, allora consigliere comunale)». Tutto in regola, dunque. Ma, ai cittadini molto perplessi, il sindaco ha annunciato che «incaricheremo a strettissimo giro una ditta che possa installare nelle case private adiacenti e nell'asilo di via Cairoli rilevatori in grado di fornire dati utili. Del resto, è preciso compito delle amministrazioni comunali andare a verificare se la messa in esercizio di tali impianti non sfori i limiti di legge, come previsti dal parere tecnico dell'Arpat».
I residenti, però, sono decisi a continuare la protesta: fuori e dentro il Municipio. Alle loro voci si aggiunge quella dell’assessore alla cultura, Glauco Dal Pino: «Abito nella zona e sono fortemente perplesso sulla collocazione di quell’impianto e assolutamente contrario».
Sulla questione interviene anche la senatrice del Pd, Manuela Granaiola, di ritorno dalla Sicilia dove - insieme ad altri parlamentari - si è occupata del caso Muos (sistema di telecomunicazioni satellitari militari che le forze armate Usa stanno installando sul territorio), «vicenda che ha del paradossale, essendo passata indenne attraverso autorizzazioni di discutibile liceità, scarsa attenzione delle istituzioni locali e governative, revoche e controrevoche, tribunali e sentenze e soprattutto totale disinformazione della popolazione. E vicenda che è stata preceduta dall'installazione di antenne per le comunicazioni di superficie, autorizzate senza tener conto della salute fisica e psichica dei cittadini». Ciò premesso, Granaiola continua: «Mi domando se sia tuttora valida l'autorizzazione concessa a suo tempo in base alla variante urbanistica fatta nel 2009 dalla Giunta Lunardini.Poichè le due antenne autorizzate sono inserite in un contesto abitativo "sensibile", con un asilo nido e un parco giochi, con diversi balconi, terrazzi e cortili, la legge regionale del 2011 è stata rispettata?È stato fatto il Programma di installazione di telefonia mobile, indispensabile per evitare che le antenne siano collocate dai gestori dove meglio credono? Esiste un sistema di monitoraggio dei valori dei campi elettromagnetici nella zona e se si da chi e quando è stato installato? È stata fatta una valutazione dei rischi per la salute derivante dalla esposizione prolungata nella zona alle onde elettromagnetiche? Queste a mio parere le domande che necessitano di risposte puntuali, senza le quali la popolazione ha il sacrosanto diritto di preoccuparsi. Sono fiduciosa che le risposte non tarderanno ad arrivare».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
