Il Tirreno

Versilia

Perini, cinquanta esuberi E l’azienda punta sul refit

di Donatella Francesconi
Perini, cinquanta esuberi E l’azienda punta sul refit

Nascerà una apposita divisione per superare l’attuale crisi degli ordini Trattativa con i sindacati: non si escludono alcune dismissioni di reparti

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VIAREGGIO. «È necessaria una gestione degli esuberi che nell'attuale situazione produttiva si stimano intorno alle 50 unità, distribuiti in tutti i reparti aziendali: falegnameria, alberi, uffici tecnici e staff. Si conferma che all'interno delle 50 unità in esubero, sono comprese le 20 unità previste nell'accordo per la mobilità volontaria siglato la scorsa settimana». È il comunicato diffuso ieri pomeriggio da Perini Navi, al termine dell’incontro con organizzazioni sindacali e Assindustria per esaminare l'attuale situazione del Gruppo e per delineare i prossimi passi in vista dell'imminente scadenza ad inizio aprile dell'accordo di solidarietà avviato nell’aprile dello scorso anno.

L'amministratore delegato, ingegner Dell'Artino, ha confermato gli obiettivi della direzione di Perini Navi già annunciati nel precedente incontro: quali: «Sostenibilità della Perini Navi con una dimensione ridotta di fatturato compatibile con il mercato oggi accessibile; ritorno del Gruppo alla redditività in tempi brevi e maggiore efficacia sulle attività e operazioni in linea con i maggiori competitors. In altre parole, mantenere la leadership.Quanto sopra - prosegue il comunicato della prestigiosa azienda nautica - dovrà confrontarsi con una riduzione di fatturato e una forte perdita manifestatasi nel 2013 ed un portafoglio ordini che nel tempo si è fortemente assottigliato».

Ai sindacati l’azienda ha presentato le azioni che la direzione vuole intraprendere per raggiungere gli obiettivi di medio-lungo termine precedentemente delineati. In primis, un forte investimento in ricerca e sviluppo pari a circa il 4% del fatturato, indicativamente 2,5 milioni di euro, da realizzarsi nel 2014». Perini, per la prima volta nella vita dell’impresa, avrà «una divisione “Service and Refit” che operi anche in ambito internazionale, per assistere le imbarcazioni della flotta (più di 60 unità) e contemporaneamente migliorare la situazione occupazionale dei cantieri del Gruppo». Refit sul quale Perini punta, tanto che da qualche giorno a ridosso del cantiere svetta un motoroyacht tra i velieri simbolo dell’azienda viareggina.

L’azienda punta - prosegue il comunicato - «ad una forte azione di efficientamento dei processi aziendali rivolta all'efficacia e alla riduzione dei costi, con particolare attenzione alle spese generali, salvaguardando in ogni caso quanto necessario per l'immagine e la difesa del brand. Nonostante le azioni di cui sopra, però, è necessaria una gestione degli esuberi». Nel confronto con i sindacati - conclude l’azienda - «si sono preliminarmente esaminate tutte le possibili soluzioni per la gestione degli esuberi: Cigs, solidarietà, cessione di alcune attività. È stato aperto un tavolo di discussione che proseguirà nei prossimi giorni, al fine di trovare la migliore soluzione per la gestione degli esuberi e contemporaneamente mantenere efficienti le attività operative per la costruzione delle imbarcazioni in corso e di futura acquisizione».

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