Il Tirreno

Versilia

PalaZappelli sprangato per la lite fra Vela e Iodase

di Gabriele Buffoni
PalaZappelli sprangato per la lite fra Vela e Iodase

Cancelli chiusi a chiave al palazzetto del basket al quartiere Varignano: i ragazzi delle giovanili restano fuori dall’impianto e la gara di campionato salta

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VIAREGGIO. «È un fatto increscioso che si arrivi ad impedire di giocare a dei ragazzi: in questi termini non ho intenzione di mantenere il basket a Viareggio». Tuona così il presidente del Vela Basket Alfredo Bonuccelli, gloriosa società viareggina che porta avanti il basket maschile da decenni. La goccia che ha fatto traboccare il vaso è avvenuta lunedì alle 19.30, quando la squadra under 19 élite del Vela avrebbe dovuto disputare una partita di campionato contro il Meloria (Livorno) al PalaZappelli di Viareggio. Quando però le due squadre, con tanto di arbitri al seguito, hanno tentato di entrare nel palasport del Varignano dedicato alla pallacanestro si sono ritrovati i cancelli sbarrati: e a quel punto i giudici di gara non hanno potuto far altro che dare la vittoria agli ospiti e costringere la società a pagare una multa.

Ma dietro questa vicenda, già grave di per sé ma limitata all'ambiente sportivo, c'è ben altro. «È stato Fulvio Sinagra, presidente della Iodase (la formazione femminile viareggina di basket, ndr) a chiuderci le porte dello "Zappelli". E non è la prima volta che ci mette in seria difficoltà - dichiara Bonuccelli - e tutto perché come società ci rifiutiamo di pagare cifre assurde stabilite da lui per l'utilizzo dell'impianto quando invece ci sono delle tariffe comunali più basse che non vengono rispettate».

Dopo la scissione nel giugno scorso dei contratti con la "Pinuglioro", l'associazione a cuio era stata affidata la gestione del complesso al Varignano, la Viareggio Patrimonio a dicembre ha infatti affidato il PalaZappelli ad un'altra società - la Canottieri Berchielli - la quale però ha di fatto lasciato la gestione dell'impianto alla Iodase e al suo presidente Sinagra per i lavori che avrebbero permesso di concludere i campionati già in corso.

«Il costo dovrebbe essere, secondo quanto stabilito dal comune, di quindici euro per gli allenamenti e di venticinque per le partite - spiega Bonuccelli - ma quando abbiamo saldato il nostro conto di 760 euro al presidente della Iodase lui ci ha richiesto molto di più sostenendo che dovevamo adeguarci alle sue tariffe "maggiorate" in quanto aveva dovuto far fronte a molte spese. Ma non può rifarsi su di noi, né sui nostri ragazzi: deve rivolgersi al comune o alla Patrimonio, se ha bisogno di soldi. È vergognoso il modo in cui ci ha trattato: prima ci hanno tolto l'acqua negli spogliatoi - racconta - poi ci hanno impedito di usare il tabellone elettronico e ora ci hanno anche impedito di giocare. Così è troppo, e mi meraviglio anche del comune che non sta facendo niente».

«Ho la coscienza pulita con Bonuccelli - dichiara invece Fulvio Sinagra, presidente della Iodase - anche se mi dispiace moltissimo di non aver permesso di giocare ai ragazzi: sono uno sportivo e se l'ho fatto è perché mi sono visto costretto. Non posso accollarmi anche le bollette del Vela: se sfruttano un servizio che abbiamo pagato noi, è giusto che ci rimborsino. Le tariffe a cui fa riferimento Bonuccelli erano possibili quando era la Patrimonio, con le sue sovvenzioni di quarantamila euro, a gestire l'impianto: ora però siamo in una situazione al limite e, come più volte lo stesso assessore allo sport Andrea Strambi ha ricordato, sarebbe bene venirci incontro. Abbiamo comprato una caldaia nuova - spiega - rimesso a posto i bagni del plesso che erano in condizioni pietose e stipendiato un custode. Il tutto di tasca nostra, senza aiuti istituzionali nonostante le tante richieste».

Da parte di Sinagra c’è poi un’apertura. «Sono pronto a fare un passo indietro e a riaprire un dialogo, ma non a farmi prendere in giro: più volte ci hanno promesso di pagare, anche trovandoci d'accordo su un prezzo non troppo alto come 20 euro per gli allenamenti e 40 per le partite, ma poi si sono rifiutati una volta disputata la gara. Speravo sinceramente che da una società sportiva come noi ci arrivasse più comprensione».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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