Il Tirreno

Versilia

Maxi antenna Vodafone tra case, asilo, parco giochi

di Donatella Francesconi
Maxi antenna Vodafone tra case, asilo, parco giochi

La protesta dei residenti di via Matteotti che l’hanno vista spuntare all’alba e chiedono all’Arpat i dati delle misurazioni del campo elettromagnetico

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VIAREGGIO. È spuntata all’alba, in via Matteotti, dentro la sottostazione elettrica di Ferrovie: la grossa antenna della telefonia svetta ad un passo dalle case allarmando tutto un quartiere. Che sa bene da cosa è circondato e quali sono le conseguenze: «Lo vedi quel palazzo lì? - dice un residente al cronista indicando la grossa palazzina delle Ferrovie -: beh, lì non si muore che di tumore...». Da una parte il campo elettromagnetico della sottostazione che nessuna amministrazione è riuscita a spostare nonostante gli annunci e le buone intenzioni; dall’altra quello che arriva dalla rete ferroviaria. Ed ora ben due antenne a distanza di un metro in linea d’aria tra loro: quella della Tim e la nuova, di Vodafone. A poca distanza da un asilo e da un parco giochi, ma - soprattutto - in mezzo alle case.

«Anche l’antenna di Tim - ricorda Michela Masoni, madre di un bambino di otto anni e residente a poca distanza dalla nuova antenna - è arrivata all’improvviso, senza che ne sapessimo niente. Ora qui c’è un campo magnetico che non ha eguali. Noi chiediamo che i tecnici Arpat ci forniscano dei dati certi, dalle misurazioni sul campo». L’idea è quella di raccogliere le firme del quartiere per sostenere i passi da fare verso l’Agenzia regionale per l’ambiente.

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