La manifestazione
Maxi antenna Vodafone tra case, asilo, parco giochi
La protesta dei residenti di via Matteotti che l’hanno vista spuntare all’alba e chiedono all’Arpat i dati delle misurazioni del campo elettromagnetico
VIAREGGIO. È spuntata all’alba, in via Matteotti, dentro la sottostazione elettrica di Ferrovie: la grossa antenna della telefonia svetta ad un passo dalle case allarmando tutto un quartiere. Che sa bene da cosa è circondato e quali sono le conseguenze: «Lo vedi quel palazzo lì? - dice un residente al cronista indicando la grossa palazzina delle Ferrovie -: beh, lì non si muore che di tumore...». Da una parte il campo elettromagnetico della sottostazione che nessuna amministrazione è riuscita a spostare nonostante gli annunci e le buone intenzioni; dall’altra quello che arriva dalla rete ferroviaria. Ed ora ben due antenne a distanza di un metro in linea d’aria tra loro: quella della Tim e la nuova, di Vodafone. A poca distanza da un asilo e da un parco giochi, ma - soprattutto - in mezzo alle case.
«Anche l’antenna di Tim - ricorda Michela Masoni, madre di un bambino di otto anni e residente a poca distanza dalla nuova antenna - è arrivata all’improvviso, senza che ne sapessimo niente. Ora qui c’è un campo magnetico che non ha eguali. Noi chiediamo che i tecnici Arpat ci forniscano dei dati certi, dalle misurazioni sul campo». L’idea è quella di raccogliere le firme del quartiere per sostenere i passi da fare verso l’Agenzia regionale per l’ambiente.
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