Il dolore
Franceschi, attacco al Gran Galà
«Per gli 85 anni della Capannina andavano invitati i fortemarmini»
FORTE. «Fino a quando dunque, Capannina, abuserai della nostra pazienza?» A scomodare le Catilinarie ciceroniane e ad adattarle ai giorni nostri è Vasco Franceschi che non ha affatto gradito i festeggiamenti per gli 85 anni della Capannina di Franceschi dedicati al mondo del cinema. «Sabato sera - spiega lo stesso Vasco che è discendente di Achille, il fondatore della Capannina e mago delle notti versiliesi, tra i creatori del paese e sindaco lui stesso ai tempi della realizzazione del viale mare negli anni Venti - Forte dei Marmi ed i fortemarmini, ancora una volta, sono stati trattati alla stregua di Papa Bonifacio VIII quando il 7 settembre dell'anno di grazia 1303 fu raggiunto ad Anagni dagli inviati del Re di Francia, Filippo il Bello, che non volendo riconoscere il potere spirituale del Papa, prioritario rispetto a quello temporale da lui rappresentato, prima fu umiliato e poi incarcerato. Si è ripetuto, insomma, il famoso Schiaffo d'Anagni con la sola differenza, rispetto ad allora, che questa volta è mancata, e meno male, l'incarcerazione».
«L'attuale proprietà della Capannina, nell'anno del Centenario del Comune - scrive infatti Franceschi sul suo facebook - ha ritenuto di festeggiare l'85° compleanno del locale con un Gran Galà che poi, a detta di alcuni ospiti eccellenti, tanto "grande" non è stato (Pupi Avati docet!) invitando famosi personaggi del mondo dello spettacolo, della finanza, dello sport e della politica, piuttosto che i "cittadini di Forte dei Marmi", i quali in una concomitanza così particolare come questa (Centenario e compleanno del locale), dovevano essere gli ospiti d'onore! I soli che avrebbero potuto, meglio di tutti gli altri, certificare il binomio Capannina- Centenario della città. Era un atto doveroso nei loro confronti - continua Vasco Franceschi - una dimostrazione di rispetto e considerazione e… anche di affetto.
«Considerati come corpo estraneo di questo paese. Come se tutta questa gente - la gran parte della quale, purtroppo è passata a miglior vita, ma le cui radici sono ancora presenti e ben radicate sul territorio - non fosse stata l'artefice principale della fortuna collezionata dal locale nel tempo, non per il loro "sangue blu", ma per il loro lavoro, per la loro partecipazione morale e materiale alla realizzazione prima, a alla ricostruzione poi, e per l'affetto che hanno sempre riversato sulla Capannina. Capannina - continua l'ex assessore - che non è mai stata solo e soltanto proprietà dei Franceschi, ma della gente del Forte. Tutte cose queste che, visto l'andazzo perpetuatosi nel tempo, significano men che niente per la gestione! Gli 85 anni del locale, in concomitanza con il Centenario della nostra Comunità, dovevano, insomma, essere festeggiati con i fortemarmini - prosegue Vasco - e non con personaggi blasonati, specie dello spettacolo che, secondo certi rumor, avrebbero addirittura poco gradito la serata. La proprietà si è ben guardata dal fare tutto questo».
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