Il dolore
Cagnolino veglia il padrone morto
Il meticcio Brunello è stato accanto all’uomo, ex proprietario del “Baffo bianco” a Querceta, per tre giorni e tre notti
QUERCETA. Brunello lo ha vegliato per tre giorni e tre notti. Almeno. Credeva che il padrone stesse dormendo e quindi con la zampetta prima ha cercato di scuoterlo, poi quando ha cominciato a sentire i morsi della fame lo ha addentato. Disperato.
Piero Sacchelli, pensionato di 65 anni, però non poteva rispondere al suo amato cagnolino - un meticcio di tre anni con il manto bianco e marrone - perché era morto.
L’uomo, che in passato è stato proprietario di una avviatissima pizzeria a Seravezza (il Baffo bianco), probabilmente è stato stroncato da un malore. Anche se sarà l’autopsia, disposta dal sostituto procuratore Alessandra Conforti (vedi box in alto), a dirlo con certezza.
Brunello era l’unico amico che Piero aveva voluto accanto a sé dopo che aveva ceduto la sua attività e deciso di vivere in solitudine. Aveva scelto Massa per stare lontano (ma non troppo) dalla sua amata Versilia. E da poco aveva preso in affitto un appartamentino in via Canaletto, dietro il carcere. I contatti con la figlia erano rimasti: la ragazza lo chiamava spesso e gli chiedeva se aveva bisogno di qualcosa o se poteva andare a fargli visita. È stata lei a dare l’allarme, quando ha capito che quelle mancate risposte al cellulare dovevano nascondere qualcosa di brutto. Un silenzio che è durato almeno tre giorni. Così la giovane ha chiesto notizie ai vicini del padre, loro hanno detto di non sapere nulla e di averlo visto qualche giorno addietro. Hanno suonato alla porta, ma l’unico rumore che hanno sentito è stato il guaito del meticcio. Era la conferma che era successo qualcosa a Piero: non sarebbe mai uscito senza Brunello.
Così sono stati chiamati i carabinieri e i vigili del fuoco. I pompieri hanno scardinato la porta e i militari sono entrati trovando l’uomo senza vita sdraiato in terra e l’animale accanto, con il muso sporco di sangue. Il meticcio era spaventato, ma per nulla aggressivo. Lo ha preso in consegna uno della pattuglia: lo ha ripulito, lo ha tranquillizzato e poi lo ha consegnato ai vicini per trovargli una sistemazione provvisoria.
Il cadavere era in pessime condizioni. Oltre all’avanzato stato di decomposizione, i segni lasciati dal cane erano evidenti, tanto che è stato chiamato il medico legale per capire cosa li aveva provocati. L’appartamento poi era un macello, tanto che sembrava fosse entrato qualcuno e avesse messo sottosopra cassetti e armadi. Invece con tutta probabilità il decesso è arrivato mentre stava mettendo a posto.
Le indagini dei carabinieri della stazione di Massa, guidati dal luogotenente Arturo Minoliti, sono state difficili perché all’inizio sembrava la scena di un delitto. Ma poi con il passare dei minuti è stato ricostruito tutto e gli inquirenti hanno tirato un sospiro di sollievo. È stato Brunello a provocare quelle ferite nel corpo. Ma prima di azzannarlo lo accudito in silenzio per giorni e giorni: i militari hanno trovato una sorta di cuccia vicino al cadavere. E altre persone che abitano nella palazzina di via Canaletto 25 hanno detto che hanno sentito il cagnetto piangere. Ma non avevano dato peso alla cosa perché era già successo in occasione di brevi assenze dell’ex ristoratore. Probabilmente, dopo la veglia disperata, quando l’animale ha capito che il suo padrone non c’era più ha iniziato ad azzannarlo con tutta la forza che aveva. Si è calmato soltanto quando lo hanno portato dai vicini. Che per farlo sentire a casa gli hanno dato una ciotola di crocchette e una di acqua per rifocillarlo. Che ha lucidato in un attimo. Uno dei soccorritori ha confessato di averlo sorpreso a saltare mentre passava la bara in metallo dove avevano messo Piero per il trasporto in obitorio. Forse il cane ha voluto salutare così l’amico che ha capito non avrebbe rivisto più.
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