Il dolore
Alta tensione in Comune dopo l’addio di Lucchetti
L’ex presidente del consiglio in disaccordo con il sindaco su più di una scelta Lombardi: «Le discussioni, anche accese, ci possono stare. Voglio che resti»
PIETRASANTA. Uno scontro verbale duro e senza sconti, con parole in libertà e toni da resa di conti: c’è tutto questo, e molto altro non detto, alla base dell’uscita di scena dell’oramai, in quanto dimissionario, ex presidente del consiglio comunale Guido Lucchetti. Scontro, fra il sindaco Domenico Lombardi e lo stesso Lucchetti, andato in scena nei giorni scorsi a margine di una riunione di maggioranza dedicata alla possibile vendita della farmacia comunale. «Sì, in effetti la discussione è stata piuttosto accesa. Ma per quanto mi riguarda, Guido Lucchetti era e resta un vecchio amico, nonché mio medico personale. E gli chiederò di ripensarci» commenta Lombardi che non vuole sentire parlare di maggioranza in crisi. «Nessuna spaccatura, come ho letto, e nessuna crisi. Ci sono state e ci sono posizioni divergenti che in un confronto, leale ed aperto, ci possono stare. Ripeto: chiederò a Lucchetti di restare al suo posto. Se così non sarà, ne prenderò atto e ci muoveremo, come regolamento impone, di conseguenza. Ma senza alcuna ripercussione per la nostra coalizione». A scatenare la lite sarebbe stata la partecipazione di Lucchetti ad una recente assemblea pubblica sul tema della sanità, durante la quale era stato aspramente criticato l’operato del Comune nella gestione di una vicenda, quella relativa ai servizi dimezzati del Pca, la struttura che segue persone con problemi di dipendenza. Partecipazione, ritenuta inopportuna da Lombardi, ma rivendicata come assolutamente lecita da Lucchetti: da qui un crescendo di accuse reciproche ben al di là di un ordinario confronto dialettico. «Lucchetti mi ha additato, in quanto sindaco, quale responsabile di alcune scelte da lui non condivise ed io ho risposto: tutto qui. Del resto quando fai parte di una maggioranza amministrativa, se partecipi ad iniziative pubbliche, diventa difficile separare il ruolo istituzionale da quello personale». In realtà il governo cittadino sta vivendo giorni di autentica fibrillazione. Vedi i no di Pdci e Rc alla vendita della farmacia comunale voluta invece dal sindaco per migliorare alcune voci del bilancio di palazzo, le polemiche, tutte interne alla sinistra, sul ruolo - appunto ad oggi ridimensionato - del Pca, la corsa elettorale con Lombardi ancora indeciso se ricandidarsi o meno alle amministrative, ma con un gruppo di potenziali pretendenti che nel frattempo si sarebbero già mossi sul territorio. Comportamento aspramente condannato, in più occasioni nelle segrete stanze, dallo stesso sindaco.
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