Il Tirreno

Versilia

In video le tracce dei piromani

di Matteo Tuccini
In video le tracce dei piromani

Gli inquirenti stanno esaminando i filmati delle telecamere della polizia municipale e dei distributori sulla Passeggiata

2 MINUTI DI LETTURA





VIAREGGIO. La caccia ai piromani che hanno incendiato due stabilimenti balneari della Passeggiata parte da un’immagine. Quella giusta, che la polizia spera possa emergere dalla visione di ore e ore di riprese di quanto avvenuto in quella notte drammatica. Svelando così le prime tracce dei responsabili del rogo che ha devastato il Sorriso e il Nido.

Gli inquirenti, infatti, stanno visionando i filmati delle telecamere disseminate sulla Passeggiata. Ci sono i video della polizia municipale, ma anche quelli degli impianti privati a servizio dei distributori di benzina del lungomare. Che i poliziotti si sono fatti consegnare. Ribadendo - a proposito di presunti malfunzionamenti degli impianti di videosorveglianza - che in realtà le telecamere funzionano eccome. Certo che è un lavoro lungo e complicato, spiegano dal commissariato. Non c’è solo il momento dell’incendio da monitorare, ma anche eventuali passaggi che possano essere sospetti. Al momento - si assicura - non sono emerse tracce apprezzabili. Smentite, quindi, le voci di presunte individuazioni dei piromani che ieri circolavano in città. Alcuni sostenevano addirittura che la telecamera più vicina al bagno Sorriso avesse addirittura ripreso un paio di persone che armeggiavano all’interno dello stabilimento. Come detto, però, la polizia non conferma anche se garantisce il massimo impegno alla ricerca di indizi.

Altrettanto rumore stanno suscitando ipotesi e controipotesi su chi possa aver deciso di distruggere i due bagni. Nessuna di queste, al momento, è qualcosa più di una voce. Mentre sembra essere esclusa la possibilità che si tratti del racket. È stato lo stesso questore Claudio Cracovia a smentire la possibilità che sia stata la criminalità organizzata ad appiccare il fuoco, timore che era stato espresso anche dall’Associazione balneari, sempre molto attenta alle possibili infiltrazioni mafiose. Al momento, dunque, resta un mistero il perché qualcuno abbia deciso di distruggere due stabilimenti balneari, rischiando anche di causare un’Apocalisse: se il vento fosse stato più forte, l’incendio sarebbe stato addirittura peggiore.

@matteotuccini

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il dolore

San Giuliano Terme, è morto Tiziano Taccola: storico dirigente socialista

di Redazione Pisa