Il dolore
Carbonaie, l’ex discarica diventa spazio a verde
Dopo i lunghi lavori l’area inquinata rinasce a disposizione della città Sarà utilizzata per gite in bicicletta, canoa e a cavallo promosse da associazioni
VIAREGGIO. Da discarica a parco: l’area delle Carbonaie torna alla città. Una ventina di giorni il tempo per terminare i lavori deliberati dall’amministrazione in carica nel 1997 e finanziati per buona parte della Regione. Uno dei siti più inquinanti del territorio viareggino, in riva al Massaciuccoli ed in mezzo al Parco naturale prova a far dimenticare gli errori del passato e si presenta con il nuovo volto. Collina a verde, piante, panchine, tavoli all’aperto, un piccolo pontile, spazi dove ospitare biciclette ma anche cavalli. Ed una struttura in legno, quasi 200 metri quadrati, con una stanza più grande, tre piccole e due servizi igienici. Il tutto da gestire.
A questo fine l’assessore Giorgio Fruzza ha partecipato ad una riunione con numerose associazioni, per lo più di Torre del Lago ma non solo. «Mi sono rapportato - spiega Fruzza - con tre o quattro persone che mi hanno fornito i nominativi tra Viareggio e Massarosa. Vediamo chi prende in gestione l’area, e come vanno le cose...Se viene qualcuno e mi dice “vorrei metterci un baretto” rispondo “vediamo”...». Tanto per cominciare, continua l’assessore al verde pubblico (ma quello allo sport che ne pensa?), si potrebbe «procedere con un’adozione, magari sperimentale...».
In realtà il sindaco Leonardo Betti ha in mente un’idea chiara: un’assegnazione ufficiale, magari una procedura di evidenza pubblica, più semplice e rapida del bando di gara. E le associazioni interessate potrebbe unirsi, per poi gestire ciascuna un pezzo delle attività possibili nelle zona, parco dentro il parco naturale. Come da progetto ormai datato 2007. «Il Comune non può sottrarsi dalla procedura di evidenza pubblica», sottolinea Fabrizio Manfredi, presidente del Parco naturale ed assessore all’urbanistica delle Giunte Marcucci sotto le quali il progetto di recupero è stato avviato e compiuto per buona parte. «Io stesso ho caldeggiato - continua Manfredi - che il Comune si attivasse per trovare soggetti che gestiscano l’area recuperata. Compreso l’utilizzo delle due strutture in legno che vi sono state realizzate».
Una delle quale, appunto, dalle dimensioni tali da ospitare un punto-ristoro a disposizione di chi - così il progetto - utilizzi la zona per un giro in bicicletta, a cavallo, con la canoa. Mongolfiera compresa: come da idea di Paolo Del Debbio, ingegnere e componente del gruppo di lavoro che ha firmato il progetto definitivo del recupero delle Carbonaie. «Fissata al suolo ma che si alza e si abbassa, portando le persona ad ammirare il panorama dall’alto», così illustra l’ipotesi lo stesso presidente del parco. Che aggiunge: «Potrebbe anche essere un sistema di autofinanziamento per manutenere e tener pulita la zona».
Al momento il Comune - così spiega Riccardo Raffaelli, il dirigente che ha seguito tutti i lavori - «ha messo in atto un tentativo di esplorazione per capire se c’è un interesse alla gestione che sia concretizzabile. Ma, soprattutto, cosa si pensa di voler fare in quell’area. La cosa più facile sembra quella di percorsi con mountain bike da affittare sul posto. Ma nella zona ci sono anche due-tre maneggi che si sono detti interessati per promuovere nell’area passeggiate a cavallo».
Lo scopo è quello di promuovere - così viene sottolineato da tutti gli Enti -il turismo ambientale. Ma - la domanda è inevitabile - la collina delle Carbonaie, una volta salutato il cantiere, è zona libera, accessibile da tutti, per qualsiasi iniziativa che non violi la legge e sia compatibile con il Parco. Ma il posizionamento delle due strutture, quella da 200 metri quadrati e l’altra, più piccola, rende inevitabile l’assegnazione di una gestione che dovrà autofinanziarsi e garantire manutenzione e pulizia dell’intera area. Al momento un po’ fiore nel deserto, visto che a poca distanza vie è ancora una discarica privata mai bonificata e che l’intera area circostante è da sempre “abitata” da insediamenti abusivi di ogni tipo.
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