Il Tirreno

Versilia

Stipendio dimezzato al prossimo direttore dell’Ersu

di Luca Basile

Il provvedimento dei Comuni soci dell’azienda dei rifiuti Ci sarà la selezione pubblica dei candidati

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PIETRASANTA. Selezione pubblica dei candidati e taglio, rispetto al passato di oltre il cinquanta per cento dello stipendio lordo annuo. In tempi di “vacche magre” e spending review, la decisione dei Comuni soci di Ersu di dare una drastica sforbiciata all’indennità da versare al nuovo direttore generale della società demandata alla gestione dei rifiuti, era atto, più o meno prevedibile.

Del resto le polemiche, e le ironie, che si sono accompagnate nelle ultime settimane agli emolumenti percepiti dall'attuale direttore Walter Bresciani Gatti - 220 mila euro lordi, ndr - non potevano non fare riflettere gli amministratori comunali di Pietrasanta, Massarosa, Seravezza, Stazzema e Forte dei Marmi: fuori dall'ordinario, infatti, quell'importo voluto e certificato cinque anni fa dall'allora presidente di Ersu, Marco Marchi.

«Nessuno mette in discussione le qualità professionali e le competenze di Bresciani Gatti, ma 220 mila euro l'anno - nel 2014 si sarebbe andati, per via di una serie di scatti, oltre i 240 mila euro, ma il contratto va in scadenza alla fine del prossimo mese di luglio, ndr - rappresentano un importo non in linea con le problematiche economiche attuali» recitava una voce di palazzo ieri mattina. In sostanza il nuovo direttore generale - a prescindere se assolverà, come fatto da Bresciani Gatti in questi ultimi anni, più competenze - percepirà un importo lordo annuale inferiore ai 110 mila euro, con alcuni incentivi legati al raggiungimento di determinati risultati. Come a dire una parte fissa ed una parte variabile per uno stipendio dimezzato - ma sempre significativo - che potrebbe suscitare un minore appeal fra i potenziali candidati: in sostanza Ersu e Comuni non si aspettano un'ondata di richieste di partecipazione alla stessa selezione che avrà luogo, con ogni probabilità, nel mese di giugno. Staremo a vedere.

Nel frattempo restano i veleni in scia ad una vicenda che ha visto contrapposti non solo i partiti politici con diversi scambi di accuse e rimpalli di responsabilità sui criteri di assunzione dei dipendenti, ma anche i sindacati che hanno puntato l'indice contro la dirigenza attuale e quella del passato, mettendo nel mirino la precarietà di alcune attività lavorative, gli insulti subiti da alcune dipendenti e la scomparsa di dati informatici. Missive a cui Ersu e i suoi vertici, al momento, non hanno dato risposta.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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