Il Tirreno

Versilia

La città del Fortino apre le sue porte all’erede di Leopoldo

di Franco A.Calotti

Il Granduca di Toscana diventa cittadino onorario e avvia ufficialmente le celebrazioni del Centenario

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FORTE DEI MARMI. «Sono un turista molto particolare della Toscana alla costante ricerca delle vestigia dei miei antenati, e per questa terra nutro un affetto che sento ricambiato». Sono parole di Sigismondo d’Asburgo Lorena che ieri mattina, al Forte, nella cornice di Villa Bertelli ha ricevuto dalle mani del Sindaco, Umberto Buratti, e da quelle del presidente dell’assise cittadina, Simone Tonini, la cittadinanza onoraria nel corso di una cerimonia solenne particolarmente sentita e partecipata.

«Il Comune - ha detto il sindaco nel saluto di benvenuto – con il conferimento della cittadinanza onoraria a Sigismondo d’Asburgo, Capo della Casa Granducale di Toscana e Granduca titolare, intende rendere omaggio alla famiglia degli Asburgo Lorena, il cui governo nella Regione è ricordato come esempio di liberalità, di grande attaccamento al popolo toscano e alle sue tradizioni, nonché come esempio di capace ed onesta amministrazione, durante la quale furono realizzate grandi e importanti opere. E in particolare, Forte dei Marmi deve a Pietro Leopoldo il suo stesso nome, che, grazie al Fortino da lui fatto costruire, da Magazzino dei Marmi è diventato Forte dei Marmi e i magazzinesi, fortemarmini».

«Ringrazio il sindaco e il consiglio per questo riconoscimento – ha replicato in buon italiano il Granduca - e ricambio l’affetto tributatomi. Sono convito che questo riconoscimento non sia soltanto un gesto di semplice cortesia e ospitalità nei miei confronti, ma un omaggio al buon governo della cosa pubblica da parte dei miei antenati». E a questo proposito significativa è stata la motivazione della cittadinanza: «Nell’anno Centenario del Comune, la Municipalità intende tributare un segno di riconoscenza agli alti meriti civili e politici di Pietro Leopoldo I di Toscana, che volle il nostro Forte a difesa della costa, divenuto il germe di nascita di questa Comunità».

A Sigismondo di Toscana, il sindaco ha fatto omaggio di una copia in marmo delle Apuane del medaglione di Achille Franceschi che nel 1914 venne donato all’on. Montauti fautore dell’indipendenza da Pietrasanta, mentre il Granduca, che è Gran Maestro del Sacro Militare Ordine di Santo Stefano Papa e Martire (un ordine religioso e civile che risale al 1562 e a Papa Pio IV e a Cosimo dei Medici, rimasto sempre di collazione della Casa granducale toscana) ha conferito la medaglia d’oro dell’ordine al Gonfalone del Comune di Forte. Meno formale la successiva visita del Granduca al Forte di Leopoldo I, dove con una certa emozione ha visitato una mostra che, oltre a ripercorrere la storia del fortilizio, mette in mostra fino al 30 marzo anche alcuni cimeli gentilmente concessi dall’Ordine di Santo Stefano. Ha poi scoperto uno stemma del casato nella cripta del Fortino che diverrà in futuro un piccolo museo permanente sul forte lorenese, e partecipato ad una piccola ed estemporanea cerimonia religiosa officiata da Don Piero Malvaldi. Sigismondo - da buon fortemarmino sia pure onorario (si è simpaticamente subito informato come si chiamano gli abitanti del Forte, ndr) - ha poi voluto vedere il pontile e la Mancina e la via della Marina e ha assicurato al Sindaco che in estate sarà di nuovo al Forte con i figli per far conoscere loro questo angolo di Toscana. Nel pomeriggio infine assieme a Buratti ha visitato il Palazzo Mediceo di Seravezza e le cave Henraux in Alta Versilia.

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