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Il questore: «Il racket non c’entra»

Il questore: «Il racket non c’entra»

E il sindaco Betti rassicura le vittime: «Burocrazia snella per farvi riaprire presto»

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VIAREGGIO. È ancora presto per dare un volto ed un motivo al rogo che nella notte tra giovedì e venerdì ha distrutto gli stabilimenti balneari "Nido" e "Sorriso". Ma una certezza nelle mani degli inquirenti già c'è: «Non si tratta di azione riconducibile ad un uno scenario di racket», fa sapere il questore. Claudio Cracovia segue da vicino le indagini del commissariato di Viareggio, diretto da Rosaria Gallucci. E nel tardo pomeriggio di ieri, oltre ad escludere ufficialmente il racket, ha aggiunto: «Siamo in presenza di un modus operandi molto improvvisato».

Sul posto in cui si sono sviluppate le fiamme è accorso anche il sindaco Leonardo Betti assieme ad alcuni assessori della sua giunta. «Se l’incendio si confermerà doloso – ha spiegato il sindaco ai balneari – gli uomini della municipale daranno il loro contributo per riuscire ad individuare i responsabili». Alcuni vigili urbani, di concerto con la polizia, stanno già visionando i filmati delle telecamere posizionate in Passeggiata per vedere se sia possibile ricavare qualche elemento utile alle indagini.

Il sindaco Betti, inoltre, ha garantito ai gestori degli stabilimenti il massimo impegno degli uffici per velocizzare le procedure burocratiche e consentire loro di tornare ad ospitare turisti e villeggianti il prima possibile.

«Ringrazio il sindaco e tutti quelli che in queste ore hanno voluto testimoniarci la propria solidarietà – racconta Mauro Cinquini del “Nido”– Avere una burocrazia snella e veloce per ripartire il prima possibile è importante. A questo però cominceremo a pensare tra due o tre giorni. Ora dobbiamo sistemare l’area andata a fuoco. E sinceramente non so da che parte rifarmi».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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